Le pareti bianche dell'ampio parcheggio sottostante la piazza Belvedere sono state invitanti per alcuni writers che hanno lasciato il segno visivo della loro espressione scritta e pittorica. Il luogo è molto illuminato, ma poco frequentato dagli automobilisti che si guardano bene dal lasciare le loro auto di giorno e tanto meno di notte.
Le incursioni dei writers sono rapide e notturne e nel giro di un quarto d'ora, come indicato dagli stessi autori sulle pareti, lasciano il segno del loro messaggio di scrittura e di immagine, in alcuni casi, veramente indicatrice di qualche abilità artistica. Ma il fenomeno del graffitismo è arte o vandalismo?
Per saperlo dobbiamo aspettare il contenuto del decreto governativo che si prevede severo e che i giovani dovranno subito conoscere per evitare serie ripercussioni sulla loro vita futura. Infatti il decreto sembra che consideri il graffitismo reato punibile con due anni di carcere, con una multa fino a cinquemila euro e con l'obbligo di ripulire a proprie spese il luogo deturpato. Certamente scrivere messaggi con vernice scura sui pilastri in pietra dello scomparso ponte pensile Maria Cristina, voluto e inaugurato da Ferdinando II nel 1835, è sicuramente deturpazione di un bene culturale importante. Sarà comunque ancora possibile far disegnare sulle pareti di edifici privati e pubblici murales di artisti affermati, come è avvenuto in qualche paese del Sannio con lo scopo di abbellire centri storici destinati alla rovina e in questo modo recuperabili all'attenzione di turisti? Il decreto lo stabilirà sicuramente. Intanto probabilmente dallo stile del graffito clandestino e dalla firma distintiva, il tag, si potrà risalire all'autore e i giovani graffitari si potrebbero ritrovare ad avere altri seri problemi in aggiunta a quelli della mancanza del lavoro.
(fonte: ilMattino.it)

