Questa volta il presidente della Cantina sociale, Giacomo Cutillo, per il tradizionale convegno che si tiene in occasione della Festa dell'uva ha scelto il tema ”Il vino e la vita…connubio di piacere e di benessere”. Solopaca e il territorio circostante sono notoriamente coltivati a vigneti da secoli e il suo vino è stato citato dal poeta latino Orazio.
Questa notizia la dice lunga sul legame intenso, affettivo e addirittura fisiologico che ha sempre legato le comunità del luogo al vino che, specialmente se rosso, richiama il colore del sangue e quindi della buona salute così come indicava la teoria medioevale delle "signature". Dopo i saluti del sindaco Pompilio Forgione, Tullio Iannotti, che ama definirsi poeta e scrittore e non più avvocato, ha ricordato che dai solopachesi il vino rosso, in contrapposizione a quello bianco, veniva chiamato nero per la presenza dell'uva tendiglia, una caratteristica varietà di uva locale che dà un colore intenso al vino cosiddetto rosso. Ma il vino deve possedere anche speciali sapori, ha sostenuto l'onorevole Roberto Costanzo che tanti anni fa mise insieme 20 soci per costituire l'attuale Cantina sociale, e deve essere lavorato, a partire dalla coltivazione delle viti, in condizioni di sicurezza, così come si fa a Solopaca, per aver benefici di salute. È la teoria delle tre esse (sicurezza, sapori e salute) sedimentata e distillata dalla sapiente esperienza di Costanzo che ha dedicato una vita a difendere il lavoro, il reddito, insomma la vita stessa degli agricoltori. E l'onorevole Nicola Formichella, che in questi giorni ha vissuto intensamente in tutti i suoi aspetti la Festa dell'uva della sua Solopaca, è andato indietro nei suoi ricordi di infanzia e di adolescenza quando partecipava attivamente alle operazioni di vendemmia, significando che la viticoltura e la vendemmia sono parte integranti della vita di ogni solopachese ed esse lasciano tracce indelebili nella vita delle persone. Lo stesso concetto e la bontà di uso moderato di vino è stato comunicato da Silvio Coletta, specialista in chirurgia vascolare. Che il vino in dosi moderato faccia bene lo ha pure ribadito Paolo Calabrò, ricercatore presso il Centro di ricerca del Monaldi, che ha sottolineato che il vino rallenta i processi metabolici delle cellule sane ma anche di quelle tumorali. Infine Tullio Iannotti ha recitato una delle sue poesie ”'A lizzetta miracolosa”.
(fonte: ilMattino.it)

