Creative Commons License
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

Solopaca, anni ’80: nella stanza del Sindaco c’ era una grande baraonda, ci si azzuffava sulle determinazioni del nuovo Piano Regolatore Generale. L’ amministrazione era quella della “riscossa” contro il “l’ opprimente esercizio del potere” della Democrazia Cristiana.
Qualcuno di loro ricordò ai colleghi di Maggioranza che il motivo per il quale avevano vinto le elezioni era la promessa di cambiare registro, quindi li invitò a calmarsi.

Ma uno di loro lo interruppe, e gli disse: “lasciaci godere l’ intimità del potere”.
Una delle questioni per le quali ce l’ avevo con la vecchia gestione della Pro Loco era per il bando di gara del servizio civile: ovvero l’ assunzione di tre ragazze che hanno, per un anno, la possibilità di intascare uno stipendio mensile senza perdere troppo tempo, potendo così conciliare anche gli impegni di studio. Una manna dal cielo per una terra come la nostra, dilaniata dallo storico problema della disoccupazione. Tale bando infatti, invece che essere pubblicizzato in più modi possibili, viene tenuto nascosto il più possibile, escludendo a priori proprio le giovani più disagiate, quelle che non hanno i “Santi in Paradiso” che possono perorare la loro causa.
La nuova gestione della Pro Loco, che era in polemica con quella passata, ha perpetuato questa vecchia “buona” abitudine.
Credevo che il fatto di voler “fare fuori” i vecchi volesse dire anche cambiare molti atteggiamenti:
macchè! Le buone vecchie abitudini non si cambiano, soprattutto se ti permettono di fare qualche favore a delle persone amiche. C’ è il bando per il servizio civile: perché cercare di renderlo il più noto possibile? Dopo sai quanti “rompi…?” quanti ne servono? Tre? mandiamo tre, massimo quattro partecipanti “che sappiamo noi”…e basta. Ormai al Sud è mentalità consolidata. Purtroppo, anche nella mentalità della società civile, ormai rassegnata a giocare un ruolo passivo nelle cose che la riguardano. Ed è radicata nelle menti dei nostri “amministratori”, sempre più convinti che ricoprire un incarico qualsiasi voglia dire sempre e solo “comandare”.
Tutti vogliono godersi “l’ intimità del potere”…..

Dante Tammaro

Per poter commentare un articolo bisogna essere registrati al sito.