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Chi vi parla non è certo tra i maggiori frequentatori della chiesa, ciò nonostante mi ritengo un credente e da tale mi impegno nelle attività sociali che spesso partono proprio dalla parrocchia. Per un pò di tempo ho creduto che la Chiesa Cattolica fosse arretrata ed avesse bisogno di una grande spinta verso la modernità.

Oggi, riflettendoci meglio, ho capito che in realtà la Chiesa Cattolica è la più moderna tra tutte le chiese al mondo. Ovviamente il mondo è dinamico, quindi anche la Chiesa deve continuare ad essere dinamica e deve modernizzarsi lì dove c'è il fabbisogno. Papa Giovanni Paolo II ha fatto fare dei passi da gigante, ha aperto nuovi orizzonti e nuove prospettive, ha recuperato l'entusiasmo giovanile. A Solopaca stiamo vivendo nel nostro piccolo una situazione simile. Due parroci giovani, Don Leucio e Don Iosif, stanno ringiovanendo la chiesa. Non sono più i giovani a dover andare in parrocchia, ma è il parroco ad andare dai giovani. Come ama spesso ripetere Don Leucio è più facile parlare dei giovani che parlare ai giovani. Coinvolgere il mondo giovanile “non vuol dire certo celebrare la messa in piazza, per quello ci sono le chiese”. Entrare nel mondo giovanile vuol dire cercare di vedere la realtà con occhi diversi, vuol dire dare fiducia ai ragazzi, vuol dire dare ai giovani nuovi stimoli e nuovi motivi, nuovi interrogativi. Tuttavia, non bisogna trascurare l'aspetto pratico. Cioè, per fare un esempio, non si può pensare di rinunciare a coinvolgere i ragazzi nelle cerimonie religiose. Come dicevo prima, non sono un praticante assiduo, ma domenica scorsa mi è capitato di ascoltare ben due messe: alle 10 a San Mauro ed alle 11:15 a San Martino. L'ho fatto perchè dopo essere andato alla celebrazione di San Mauro per il sinodo dei giovani, ho ascoltato con attenzione l'omelia di Don Leucio, che mi è piaciuta molt, e mi ha fatto riflettere, così sono andato a riascoltarla a San Martino. Se non si fa “un passo indietro” i giovani non parteciperanno mai alla messa. Il passo indietro in questione è prima di tutto l'orario. Per chi il sabato sera esce essere a messa alle 10 di mattina è impensabile. “I giovani non rinunceranno mai alla notte perchè la notte è il loro mondo”, così ha detto Don Leucio ed io sono pienamente d'accordo. Io da ventenne mi rendo conto di non rispettare le tradizioni, a me piacciono le cose pratiche e funzionali, faccio qualcosa solo perchè ci credo, non perchè è una consuetudine. Se si vuole davvero tendere una mano ai giovani è necessario passare dalle parole ai fatti. Spostiamo la messa di mezz'ora la domenica, tanto per iniziare. Spostiamo la salita e la discesa della Madonna del Roseto alla domenica, così da consentire a chi va a scuola e a chi lavora di accompagnare la nostra amata Madonna. Quest'anno la discesa è capitata il 2 Giugno, Festa della Repubblica e quindi festa nazionale, e c'è stata una partecipazione che io non avevo mai visto prima. Il passato deve servire a migliorare il futuro, non deve essere una catena opprimente che ci lega nei movimenti. Il mio è un appello rivolto non solo ai parroci, poiché so che loro sono dalla parte dei giovani e della modernità, ma soprattutto a chi a Solopaca continua anche oggi ad osteggiare qualsiasi cambiamento. Il futuro è adesso, non perdiamo il treno del cambiamento per colpa di una bigotta visione della tradizione.

Giuseppe Casillo

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