Qui nel comprensorio di Solopaca le etichette non sono solo quelle applicate alle bottiglie del famoso vino. Di doc ci sono anche la montagna e l’acquedotto. Lassù a 700 metri il monte Pizzuto è stato rivestito da Mimmo Paladino, uno smoking tutto azzurro per le grandi occasioni ma anche per accogliere escursionisti e curiosi.
Questa montagna della transavanguardia è l’ingresso di uno dei più moderni e tecnologici acquedotti realizzati tra Sannio e Irpinia da parte della società Alto Calore. Di giorno il sole si riflette sui microspecchi e segnala a valle che in cima c’è qualcosa di strano e di intrigante, di notte luci e polvere di acqua circondano le sculture di Paladino. C’è quella del rabdomante che sembra indicare a chi sale in quota il segreto per ritrovare le sorgenti della vita. Trekking, escursioni e arrampicate. Il percorso è affascinante. Monte Pizzuto è solo l’antipasto. Più su, naturalmente, prove tecniche di cielo. Al 1300 metri i ruderi del monastero longobardo, quindi superato monte Pendine il santuario di San Menna e su monte Caruso l’eremo di San Michele. Marcia indietro. Si torna a Solopaca, vini di qualità, aglianico e falanghina su tutti. La cantina sociale è un monumento all’impresa sannita. Ma la parte del leone la fanno i grappoli d’uva. Consentono libagioni e sprazzi di fantasia. L’appuntamento è per inizio settembre quando una ventina di carri allegorici, confezionati esclusivamente con i chicchi d’uva, sfileranno lungo le strade del paese. Autentici capolavori di arte vitivinicola. E non poteva che sorgere a Solopaca il primo museo enogastronomico. Ci si trova di tutto, dalle primissime forme di pasta industriale alle scatole di pelati del secolo scorso, alle confezioni di biscotti del ’700. E poi tutti i segreti sulla produzione dei cibi in Italia e nel mondo. Con documenti esclusivi e pezzi di antiquariato alimentare mai superato dalle raffinatezze di oggi.
(fonte: ilMattino.it)

