Assistiamo meravigliati alla bagarre beneventana, che vede l’ UDEUR fuori dai giochi alla provincia e al Comune di Benevento, “rimpiazzati” prontamente
dall’ UDC e da membri fuoriusciti dal PDL. All’ UDEUR un po’ di opposizione non credo che faccia male: un antico aforisma greco recitava che “le disgrazie ci insegnano l’ umiltà” e credo che a quella compagine politica non guasti una pausa di riflessione, che magari possa servire a ritrovare un po’ di umiltà(ammesso che ne abbiano mai avuta).
Su questa vicenda io, da modesto consigliere comunale che ha aderito al PDL, vorrei dire la mia.
In questi giorni si sono susseguiti i commenti più disparati, gli inviti “a tornare al voto” perché è necessario “restituire la parola agli elettori” perché la nuova maggioranza alla provincia “non è frutto delle scelte degli elettori sanniti”.
Vero, verissimo. Il principio non fa una piega, e mi farebbe piacere che questo principio sia sempre presente nella coscienza dei politici, che “sulla carta” dovrebbero portare avanti i principi per i quali gli elettori li hanno votati.
E su questo il Senatore Izzo, ma anche gli onorevoli Nicola Formichella e Nunzia De Girolamo hanno perfettamente ragione.
E la questione che io pongo verte proprio su questo stesso principio che loro richiamano quando chiedono che si torni al voto alla Provincia.
Io come tutti gli altri tesserati del PDL abbiamo appreso mezzo stampa che Mastella, dalla sera alla mattina, da avversario politico si è tramutato in un alleato, che sarà candidato alle europee nelle liste del PDL.
Sembra a Loro questo il modo per affermare la volontà dell’ elettorato di centro-destra? Secondo loro i cittadini che hanno votato Berlusconi volevano che Mastella entrasse nel PDL? Ma anche se così fosse, è corretto “presumere” la volontà dei propri elettori e anche dei propri tesserati, senza nemmeno tentare di consultarli?
In TV e sui giornali dopo il successo elettorale molti esponenti del PDL dicevano che finalmente si era aperta una nuova stagione, che si poteva finalmente iniziare un ricambio nella classe politica, bla bla… Certo che prendersi Mastella è un bell’ esempio di ricambio(più che altro di “riciclaggio”).
E il teatrino della politica per questo si allontana e si allontanerà sempre di più dai cittadini, che si sentono esclusi, da soli di fronte ai loro problemi.
Chi chiede agli altri di rispettare certi principi, dovrebbe rispettarli egli stesso per primo: io sono tra quelli del PDL(e non siamo pochi) che considerano Mastella un avversario politico, e il modo suo e dei “suoi” di gestire la cosa pubblica opposto ai nostri principi di libertà e rispetto dei diritti dei cittadini.
E ancor di più ritengo che la decisione se “riciclare” o no Mastella bisognava prenderla a Marzo, tutti insieme, quando si sarebbe fatto il Partito.
Nel modo in cui è stata presa, questa è una decisione che scavalca gli elettori e i componenti di questo partito, che quando hanno firmato la pre-adesione da nessuna parte c’ era scritto che in questo nuovo partito ci sarebbe stato anche Mastella.
Dante tammaro, Consigliere al Comune di Solopaca
dall’ UDC e da membri fuoriusciti dal PDL. All’ UDEUR un po’ di opposizione non credo che faccia male: un antico aforisma greco recitava che “le disgrazie ci insegnano l’ umiltà” e credo che a quella compagine politica non guasti una pausa di riflessione, che magari possa servire a ritrovare un po’ di umiltà(ammesso che ne abbiano mai avuta).
Su questa vicenda io, da modesto consigliere comunale che ha aderito al PDL, vorrei dire la mia.
In questi giorni si sono susseguiti i commenti più disparati, gli inviti “a tornare al voto” perché è necessario “restituire la parola agli elettori” perché la nuova maggioranza alla provincia “non è frutto delle scelte degli elettori sanniti”.
Vero, verissimo. Il principio non fa una piega, e mi farebbe piacere che questo principio sia sempre presente nella coscienza dei politici, che “sulla carta” dovrebbero portare avanti i principi per i quali gli elettori li hanno votati.
E su questo il Senatore Izzo, ma anche gli onorevoli Nicola Formichella e Nunzia De Girolamo hanno perfettamente ragione.
E la questione che io pongo verte proprio su questo stesso principio che loro richiamano quando chiedono che si torni al voto alla Provincia.
Io come tutti gli altri tesserati del PDL abbiamo appreso mezzo stampa che Mastella, dalla sera alla mattina, da avversario politico si è tramutato in un alleato, che sarà candidato alle europee nelle liste del PDL.
Sembra a Loro questo il modo per affermare la volontà dell’ elettorato di centro-destra? Secondo loro i cittadini che hanno votato Berlusconi volevano che Mastella entrasse nel PDL? Ma anche se così fosse, è corretto “presumere” la volontà dei propri elettori e anche dei propri tesserati, senza nemmeno tentare di consultarli?
In TV e sui giornali dopo il successo elettorale molti esponenti del PDL dicevano che finalmente si era aperta una nuova stagione, che si poteva finalmente iniziare un ricambio nella classe politica, bla bla… Certo che prendersi Mastella è un bell’ esempio di ricambio(più che altro di “riciclaggio”).
E il teatrino della politica per questo si allontana e si allontanerà sempre di più dai cittadini, che si sentono esclusi, da soli di fronte ai loro problemi.
Chi chiede agli altri di rispettare certi principi, dovrebbe rispettarli egli stesso per primo: io sono tra quelli del PDL(e non siamo pochi) che considerano Mastella un avversario politico, e il modo suo e dei “suoi” di gestire la cosa pubblica opposto ai nostri principi di libertà e rispetto dei diritti dei cittadini.
E ancor di più ritengo che la decisione se “riciclare” o no Mastella bisognava prenderla a Marzo, tutti insieme, quando si sarebbe fatto il Partito.
Nel modo in cui è stata presa, questa è una decisione che scavalca gli elettori e i componenti di questo partito, che quando hanno firmato la pre-adesione da nessuna parte c’ era scritto che in questo nuovo partito ci sarebbe stato anche Mastella.
Dante tammaro, Consigliere al Comune di Solopaca

