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Chi è un frequentatore più o meno assiduo di questo blog avrà notato che negli ultimi tempi si sono susseguiti diversi avvisi per la realizzazione della Passione vivente, puntualmente smentiti dalla pioggia che mandava tutto a monte. Qualcuno si sarà chiesto come mai non sia comparso l'avviso proprio di quella che possiamo definire "la volta buona", la ragione è semplicissima: scaramanzia! Considerato che affidarci alla clemenza del Signore ci ha portato a 4 rinvii consecutivi, ci siamo affidati anche ad un tantino di scaramanzia (non guasta mai)...ed in effetti lunedì 31 Marzo la Passione vivente ha avuto luogo regolarmente! Cioè proprio regolarmente no...alcuni problemi tecnici relativi al generatore di energia elettrica ci hanno costretto ad iniziare con un cospicuo ritardo, ma alla fine possiamo dire che è stata un successo!

Sarebbe doveroso ringraziare uno per uno tutti coloro che hanno partecipato a questa piccola impresa, ma considerato il gran numero è impossibile! Finirei per dimenticare qualcuno... Quindi spero che i ringraziamenti siano accettati ugualmente per vie generali. Grazie ai circa 80 figuranti, grazie a tutti i membri dell'organizzazione, grazie alle nostre meravigliose  sarte scenografe costumiste e cuoche, grazie ai tecnici audio e video, ai narratori, grazie ai fotografi, grazie alle ditte che hanno allestito i palchi, a chi ha realizzato l'impianto elettrico, a chi ci ha messo a disposizione la casa, grazie al pubblico presente...e grazie soprattutto al nostro parroco che ha reso possibile tutto ciò, Don Leucio, senza dimenticare il prezioso apporto di Don Iosif.

Solopaca ha dimostrato di essere un paese vivo, per un usare un'espressione di Nicola Formichella che mi è rimasta impressa: "I giovani di oggi stanno dimostrando di essere la generazione del fare, non del guardare". Per la prima volta una macchina organizzativa di più di 100 persone è stata composta in larga parte da giovani. Per la prima volta quando c'erano le prove della "nostra" Passione e del musical i bar erano semi-deserti. Per la prima volta i giovani a Solopaca non hanno risposto con il classico "ma chi adda fa", hanno dimostrato di essere vivi e di saper collaborare. Giovani provenienti da storie diverse, da gruppi diversi, spesso anche da generazioni diverse, ma tutti accomunati dalla voglia di smuovere le acque a Solopaca, tutti accomunati dalla voglia di essere Solopachesi prima di tutto. Tanto entusiasmo deve far riflettere chi ha scelto di non partecipare senza un valido motivo. Tanti che avrebbero voluto prendere parte a questa serata non hanno potuto perchè impegnati nello studio o nel lavoro o per motivi di salute, mentre tanti che avrebbero potuto non hanno voluto perchè apatici, questo deve far riflettere. Finalmente abbiamo dimostrato sul fatto di saper fare, e su questo ben pochi erano pronti a scommetterci. Tra questi pochi ci sono sempre stati i nostri angeli...le nostre sarte, cuoche, scenografe e costumiste. In un altra vita magari avrebbero fatto fortuna ad holliwood, in questa abbiamo la fortuna di avele per compaesane, amiche, zie e mamme... Tra questi pochi ci sono anche i nostri parroci, Don Leucio e Don Iosif. In modo particolare Don Leucio, che ha combattuto contro tutti e tutto per rendere possibile questa Passione. Ha combattuto contro il tempo, che ci ha fatto rimandare per ben 4 volte...contro i problemi economici dovuti ai rinvii, ci ha rimesso di tasca sua tutte le scenografie (stampe e compensato, 2 volte perchè le prime furono rovinate dalla pioggia) ed il noleggio dei vestiti...contro la diffidenza generale... contro chi non credeva in noi... contro ogni genere di problema e difficoltà che abbiamo incontrato sulla nostra strada! Lui dice che abbiamo cambiato la sua storia, noi diciamo che la storia la stiamo scrivendo insieme, e non finisce di certo qui...GRAZIE GRAZIE GRAZIE. Un grazie particolare, permettetemelo, bisogna rivolgerlo al nostro "Gesù", Claudio, che è stato falegname carpentiere giardiniere ed attore in quest'ultimo mese, ed al nostro "San Giovanni", Mariano, che ha combattuto contro l'impianto elettrico fino all'ultimo minuto prima di iniziare, compiendo l'ultimo "nciarmo" (miracolo) per far funzionare la baracca quando aveva già indossato i panni dell'apostolo...

La mia speranza è che questa Passione sia solo l'inizio. Se tutto si esaurisse qui sarebbe solo una goccia d'acqua nel deserto, se l'impegno continua potrebbe diventare un'importante oasi nel nostro bel paese. Con l'aiuto di tutti coloro che hanno partecipato a questa passione, di chi non ha partecipato ma ci ha appoggiato, di chi vorrà aggiungersi, di tutti i giovani attivi del nostro paese, di tutti gli adulti propositivi, dei nostri parroci e del buon senso di tutti i Solopachesi...sarà possibile! Arrivederci alla prossima...

Giuseppe Casillo, in arte Simon Pietro da Capriglia
fu (e sarà) Peppin i Taglione

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