Non che io voglia attribuire al voto chissà quali proprietà sovrannaturali: ci mancherebbe. E’ dal 1789 che si è capito che chi comanda non stà lì per volontà divina, e non c’ è niente di più umano del responso delle urne. Non c’ è niente di più umano della possibilità di sbagliare e in effetti ogni volta che andiamo a votare sbagliamo: il guaio è che ce ne accorgiamo dopo. Sempre dopo.
Ma stavolta il voto dei sanniti un miracolo l ha fatto: ha resuscitato l’ UDEUR.
La campagna di demonizzazione contro Mastella un po’ ha lasciato interdetto anche me in verità, perché non è giusto che i partiti vengano distrutti dai magistrati. Ma di certo, mai come ora la gente era venuta a conoscenza di tutte le corbellerie che faceva l’ UDEUR. Chi ha votato stavolta era perfettamente cosciente che votare per mastella significava dare ossigeno a quel sistema clientelare che ha messo in ginocchio il Sannio. Lo stesso Mastella nessuno ha voluto con sè alle politiche proprio perché troppo compromesso con la malapolitica. E soprattutto significava mandare la sinistra a governare questa provincia ancora una volta, dopo 10 anni nei quali siamo scivolati in fondo alle classifiche del sole 24 ore in merito a qualità della vita e crescita del PIL.
Il voto di domenica ha sancito la formale rinascita di Mastella e del Mastellismo,
e ha sbattuto la porta in faccia a qualsivoglia possibilità di cambiamento della politica a livello provinciale. Gli udeurrini rivendicano la vittoria di Cimitile come la loro vittoria, già si sono rinvigoriti e annunciano guerra per le prossime elezioni Regionali ed Europee.
Il PDL ha vinto in tutte le altre elezioni amministrative in Italia, perché la gente ha capito che se si sceglie un progetto politico, esso deve necessariamente essere recepito sia a livello locale che nazionale. Qui, andiamo per conto nostro. Siamo sempre convinti che l’ Italia è una cosa, noi un’ altra. Al Parlamento il PDL ha avuto una maggioranza talmente larga che sembrava di essere tornati ai tempi di Mussolini, poi le stesse persone alla Provincia hanno scelto il centro-sinistra.
Analizzare questo voto sarebbe impossibile anche per politologi dello spessore di Sartori o la buonanima di Montanelli. E di certo non mi azzardo io.
Noto che a livello solopachese, il nostro Sindaco, assessore provinciale uscente, ha avuto un calo del 15 per cento(circa 400 voti) rispetto al 2003. Spero che questo dato lo faccia riflettere per il suo mandato futuro. Anche se ci spero poco, in verità. Parlando con la gente, con nessuno sono riuscito a parlare di politica, nel senso più alto del termine. Nessuno ha parlato di contenuti, di operato politico, ma solo dell’ aspetto personale delle candidature. La politica è finita, è diventato tutto qualcosa di personale, o sei per Pompilio o sei contro Pompilio. Non viene assolutamente percepito l’ aspetto politico del voto provinciale. Se parli con qualcuno e spieghi che sei di centro-destra e voti per Izzo o per la Mazzoni ti guardano come un appestato, e dicono: “allora sì contr’ a Pumpilio! Avero? E pecchè? Che t’ è fatto?”
Come se a Solopaca l’ unica persona titolata a fare politica e quindi a presentarsi a tutti gli appuntamenti elettorali sia solo una. Gli altri che lo fanno, nella migliore delle ipotesi sono matti, oppure sono “contr’ a pumpilio” perché magari Lui gli ha fatto un “cicchetto”, oppure perché sono invidiosi, o per chissà quale altra strampalata tesi.
Nessuno mi ha saputo spiegare(nemmeno l’ interessato in verità) cosa ha fatto in qualità di assessore al lavoro, o perché non ha potuto fare qualcosa…cioè
l’ elettorato medio in realtà non se ne è fregato un bel niente. Ha votato e basta. Ha votato “a Pumpilio” senza esprimere alcun giudizio critico, né in senso buono né in senso cattivo. Ha votato Pompilio senza pretendere che faccia nulla in particolare. In fondo, il popolo è contento così. Forse, se il nostro Sindaco avesse fatto di più di quello che ha fatto, non l’ avrebbero votato.
Il Popolo è sovrano. Questo risultato elettorale ce lo teniamo, con tutte le conseguenze. Avremo il vice-Presidente della Provincia di Solopaca.
Ma stiamo perdendo Solopaca.
Dante Tammaro
Consigliere comunale di opposizione

