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Living Storia

Rubrica di storia solopachese a cura di Antonio Iadonisi

Nel Medioevo la misurazione del tempo era un lusso riservato ai potenti. Il tempo del popolo era sostanzialmente regolato dal ritmo scandito dalle incombenze del lavoro nei campi: il giorno e la notte, le stagioni, il raccolto e la semina. Per i religiosi, invece, mentre le preghiere scandivano il ritmo della giornata, le feste liturgiche scandivano il passare dei mesi. Il suono delle campane, unico tempo quotidiano misurato, regolava comunque la vita di tutti. I mezzi per misurare la scansione della giornata erano rudimentali e legati a fenomeni naturali: venivano usate le meridiane e orologi ad acqua, le clessidre. Orologi ad ingranaggi azionati con pesi vennero utilizzati solo a partire dal XIII secolo. Da allora molti campanili, nelle principali città, furono dotati di orologi.

Il periodo pre-romano: Tulisiom

La valle Telesina, data la sua fertilità, attirò gli Osci che vi costruirono un insediamento a cui fu dato il nome di Tulisiom. Gli Osci vennero poi cacciati dal loro territorio dai Sanniti i quali, nella loro espansione territoriale, arrivarono fino al litorale campano, conquistando popolazioni, città greche ed etrusche; solo Napoli mantenne la sua indipendenza. Roma, vedendo minacciato il suo dominio sull’Italia meridionale, trovò un motivo più che valido per attaccare i Sanniti.

Se il culto di San Martino giunse nel territorio di Solopaca in un periodo non meglio identificabile, quello di San Mauro sarebbe arrivato in una data ben precisa: quella del 1349.

Infatti, dopo il terremoto che colpì duramente la Valle Telesina il 9 settembre di quell’anno, molti telesini scampati al sisma attraversarono il fiume Calore trasportando un busto di San Mauro martire, loro protettore. Questi, dopo essersi stabiliti nella zona dove oggi sorge il cimitero, fondarono un villaggio a cui diedero il nome di “Terranova”; qui edificarono una chiesa che divenne presto sede di parrocchia.