Mi viene la nausea quando sento inopportunamente pronunciare in televisione la parola “libertà” dai politici di tutti gli schieramenti: credo che in questo momento in Italia di libertà davvero non se ne possa parlare.
Ero tra gli ingenui che speravano in un sincero cambiamento della vecchia classe dirigente della politica, soprattutto a livello locale. Invece tranne qualche isolata esclusione, gli attori del teatrino sono gli stessi.
Unico grande escluso: Mastella. Il capro espiatorio, colui che nella coscienza collettiva dovrebbe rappresentare tutto ciò di marcio che c’ è in Politica, e che la “Politica” sana e immacolata ha voluto escludere. A tutti questi poveri innocenti, che non hanno voluto con sé Mastella io direi: che senso ha escludere Mastella e poi prendere con sé vari “Mastelliani”? (es: Barbato e Cusumano, e poi tutti gli altri cambiamenti di casacca a livello locale)
Includere nel proprio partito gli ex esponenti dell’ UDEUR per me è come includervi Mastella stesso: se gli americani avessero usato lo stesso metro di valutazione a Norimberga, probabilmente Goering e gli altri gerarchi Nazisti non sarebbero stati processati, anzi sarebbero entrati a far parte dell’ esercito USA.
Lasciati entrare quelli, credo che venga meno il motivo di tener fuori l’ ex Ministro.
Ma ci tengo a tornare sul primo argomento del mio intervento: libertà vuol dire libertà di scegliere non solo il partito, ma anche gli uomini che devono rappresentarci. Ovvero la libertà di votare con le preferenze: perché se è vero che anche in altri stati hanno il sistema di voto senza le preferenze, è anche vero che in quegli stati si fanno le elezioni primarie. Leggo sulle liste elettorali che ci sono due nostri concittadini: e questo non può farmi che piacere…anche se da un lato mi dispiace: mi ero quasi convinto a non votare per Berlusconi. Per tanti motivi, non ultimo questa gestione molto verticistica del suo partito e delle candidature. Ma credo che di fronte a questo dato, non si possa fare altrimenti: oltre a Malgieri, già Parlamentare della repubblica, ho visto che al N° 18 c’ è Nicola Formichella.
Ho avuto modo di conoscerlo e ho visto da vicino il suo impegno per Forza Italia a livello nazionale, che va avanti ormai da quasi 10 anni. Io non sono d’ accordo con molte candidature del PDL. Anzi per un po’ ho avuto l’ impressione che i requisiti per essere candidato con il PDL fossero minigonna e tacchi a spillo. Perché le quote rosa vanno bene…ma il superamento di vecchie barriere culturali non deve trasformarsi nell’ estrema persecuzione del comportamento opposto(vedasi la vicenda di Ayda Yespica, che non ci ritroveremo ad averla a Montecitorio solo per sua volontà). Leggo sul post che il PDL in caso di vittoria eleggerebbe 16 parlamentari: io spero vivamente che Fini e Berlusconi abbiano(ma sicuramente ce li avranno) ben altri collegi dove farsi eleggere. Perché se un rinnovamento della classe politica deve esserci, ritengo sia bene che parta da qui, dal feudo di Clemente Mastella. Ed è importante che in Parlamento non ci vadano solo le belle ragazze, ma tutti quelli che si sono impegnati e che hanno dimostrato giorno per giorno di avere le qualità necessarie per farsi chiamare “onorevole”.

