I lavori per la costruzione sul fiume Calore del “novello ponte di ferro alla fontana della Sala iniziano l’11 giugno 1832 (ms. Romanelli). Il progetto redatto dall’ingegnere Giuri mostra la grandiosità dell’opera. Il ponte è “sospeso”. Via via l’opera prende sempre più consistenza. Non manca purtroppo, qualche incidente sul lavoro. Infatti perde la vita una donna ed altre tre vengono ferite in modo grave per lo smottamento del terreno durante i lavori di sterro. Il 12 settembre dello stesso anno Ferdinando II di passaggio per la Consolare diretto a Campobasso, osserva compiaciuto i lavori. L’ingegnere Giuri segue attentamente la realizzazione dell’opera.
Si provvede in tempo assai breve alla costruzione dei basamenti per ancorare le catene come pure alla realizzazione di una speciale struttura in ferro – una per ogni pilastro – (i pilastri sono quattro) che rappresenta un vincolo la cui funzione consiste nel dare una libertà di movimento necessaria alle catene onde evitare l’insorgere di oscillazioni che porterebbero alla crisi della struttura del pilastro. Il 15 ottobre 1834 arrivano i quattro leoni di marmo che saranno posizionati a “guardia” del ponte. I felini sono stati lavorati a Napoli. Il 3 dicembre dello stesso anno giunge ancora a Solopaca l’ingegnere Giura con “ i mastridascia di mare, secatori ed altra gente per la situazione delle catene” (ms. Romanelli cit.). Dal 4 al 10 si dispongono le piccole strutture di ferro nei basamenti. Il 6 gennaio fa la sua “Epifania” la prima catena che si appuntò vicino al pilastro meridionale del fiume e proprio al primo pilastro orientale, la quale catena veniva in continuazione dal pilastro settentrionale di detto fiume e fu alzata mediante due argani. Dall’8 al 10 gennaio 1835 viene sistemata la seconda catena. Segue quella della terza e della quarta. Il 10 febbraio – continua il diarista Romanelli – “principiarono ad appuntare i sospensori alle catene di ferro del ponte ed ai 12 di detto mese, terminarono di mettere tanto i detti sospensori che le verghe di ferro che, per mezzo di detti sospensori principiavano dai pilastri settentrionali e terminavano a quello meridionale del fiume”. Su queste “poutrelles” viene realizzato l’impalcato in legno con la sistemazione di due tavolati: il primo di quercia, il secondo di abete. Il 2 febbraio 1835 il ponte è bello e fatto. Che meraviglia! Il 2 marzo ci fu il collaudo che avviene in modo piuttosto singolare – annota il notaio diarista – “… con esservisi sovrapposti 450 cantai di briceto e con 100 persone di passaggio sullo stesso. Queste furono invitate a muoversi lentamente sul marciapiede del ponte onde evitare sollecitazioni dinamiche. Poi dal detto briceto ne tolsero cantai 100 ed in di costoro veci vi fecero passare unitamente 5 traini e due muli: due traini sono carichi di grano e tre di briccio”. La struttura “nulla mossa fece” (ms. Romanelli cit.) per cui il collaudo risultò del tutto positivo. La soddisfazione del cavaliere Giuri, dell’appaltatore Nicola De Rosa, delle maestranze e dei presenti a tale “operazione” è grande. E scrosciano gli applausi. Indescrivibile è la gioia particolarmente dei solopachesi. Dal 12 al 20 marzo 1835 si “situano sulli detti 4 pilastri, dei dragoni alati di creta” dei quali non è rimasta alcuna traccia. Da ambo i lati del ponte vengono situate delle ringhiere in ferro per la sicurezza dei “passeggieri”.
Si provvede in tempo assai breve alla costruzione dei basamenti per ancorare le catene come pure alla realizzazione di una speciale struttura in ferro – una per ogni pilastro – (i pilastri sono quattro) che rappresenta un vincolo la cui funzione consiste nel dare una libertà di movimento necessaria alle catene onde evitare l’insorgere di oscillazioni che porterebbero alla crisi della struttura del pilastro. Il 15 ottobre 1834 arrivano i quattro leoni di marmo che saranno posizionati a “guardia” del ponte. I felini sono stati lavorati a Napoli. Il 3 dicembre dello stesso anno giunge ancora a Solopaca l’ingegnere Giura con “ i mastridascia di mare, secatori ed altra gente per la situazione delle catene” (ms. Romanelli cit.). Dal 4 al 10 si dispongono le piccole strutture di ferro nei basamenti. Il 6 gennaio fa la sua “Epifania” la prima catena che si appuntò vicino al pilastro meridionale del fiume e proprio al primo pilastro orientale, la quale catena veniva in continuazione dal pilastro settentrionale di detto fiume e fu alzata mediante due argani. Dall’8 al 10 gennaio 1835 viene sistemata la seconda catena. Segue quella della terza e della quarta. Il 10 febbraio – continua il diarista Romanelli – “principiarono ad appuntare i sospensori alle catene di ferro del ponte ed ai 12 di detto mese, terminarono di mettere tanto i detti sospensori che le verghe di ferro che, per mezzo di detti sospensori principiavano dai pilastri settentrionali e terminavano a quello meridionale del fiume”. Su queste “poutrelles” viene realizzato l’impalcato in legno con la sistemazione di due tavolati: il primo di quercia, il secondo di abete. Il 2 febbraio 1835 il ponte è bello e fatto. Che meraviglia! Il 2 marzo ci fu il collaudo che avviene in modo piuttosto singolare – annota il notaio diarista – “… con esservisi sovrapposti 450 cantai di briceto e con 100 persone di passaggio sullo stesso. Queste furono invitate a muoversi lentamente sul marciapiede del ponte onde evitare sollecitazioni dinamiche. Poi dal detto briceto ne tolsero cantai 100 ed in di costoro veci vi fecero passare unitamente 5 traini e due muli: due traini sono carichi di grano e tre di briccio”. La struttura “nulla mossa fece” (ms. Romanelli cit.) per cui il collaudo risultò del tutto positivo. La soddisfazione del cavaliere Giuri, dell’appaltatore Nicola De Rosa, delle maestranze e dei presenti a tale “operazione” è grande. E scrosciano gli applausi. Indescrivibile è la gioia particolarmente dei solopachesi. Dal 12 al 20 marzo 1835 si “situano sulli detti 4 pilastri, dei dragoni alati di creta” dei quali non è rimasta alcuna traccia. Da ambo i lati del ponte vengono situate delle ringhiere in ferro per la sicurezza dei “passeggieri”.
(fonte: ilSannioQuotidiano.it)

