Dalle premesse fatte per la nascita di questo nuovo strumento d'informazione, io preferirei definirlo un punto per le riflessioni, e dalla sfida lanciata ai cittadini di Solopaca, di risvegliarsi dal lungo letargo, ho ritenuto doveroso dare il mio contributo, sperando che le mie riflessioni possano
alimentare la sorgente del ”nuovo corso”.
E' stato detto che bisogna creare un nuovo corso che cacci via quello vecchio, e a tal proposito è bene fare le prime riflessioni.
Per creare il nuovo, bisogna prima di tutto capire cos'è il vecchio, cosa bisogna sostituire, altrimenti c'è il pericolo di ritrovarsi con un nuovo che è uguale al vecchio. Non basta sostituire persone, non basta essere giovani per essere nuovi.
alimentare la sorgente del ”nuovo corso”.
E' stato detto che bisogna creare un nuovo corso che cacci via quello vecchio, e a tal proposito è bene fare le prime riflessioni.
Per creare il nuovo, bisogna prima di tutto capire cos'è il vecchio, cosa bisogna sostituire, altrimenti c'è il pericolo di ritrovarsi con un nuovo che è uguale al vecchio. Non basta sostituire persone, non basta essere giovani per essere nuovi.
Visto che qui bisogna parlare di politica “alta”, come è stato detto, allora iniziamo a dire qual è la politica “vecchia” che bisogna cacciare.
Sicuramente è quella della corruzione, del clientelismo, è quella che sfrutta il malessere e il disagio sociale delle persone per mantenere consolidato il proprio potere , è quella che cerca di manovrare le menti delle persone ignare, quella che non ha rispetto per le istituzioni, sicuramente è quella che fa affari con la malavita organizzata, è quella che non è “democratica”.
Una politica per essere democratica, oltre a non adottare e non rivendicare pratiche contrarie alla legge, deve essere rappresentativa.
Negli ultimi quindici anni si è assistito, giorno dopo giorno, al disfacimento della politica e dei politici italiani, fino ad arrivare in questi ultimi anni ad avere una politica non più rappresentativa, dove i parlamentari non vengono eletti ma nominati, e non dai cittadini, ma dai segretari di partito.
Tutto è iniziato svuotando di significato i partiti politici, con la nascita di nuovi soggetti, che niente avevano a che fare con i veri partiti politici, la politica si è spostata, dall'analisi e progettazione, allo studio di statistiche e sondaggi, dalle sezioni di partito ai circoli, dalle idee e valori agli slogan.
Oggi ci ritroviamo responsabili regionali, provinciali, coordinatori cittadini, che vengono nominati dall'alto, senza nessun legame reale di rappresentanza, senza essere una vera proiezione del volere degli iscritti al partito; come può un coordinatore nominato dall'alto fare gli interessi degli iscritti, se non dipende da questi la sua nomina o Rinomina? Come può rappresentare qualcuno che non ha il potere di sostituirlo? Come si può creare un dibattito, creare delle idee, se poi non hai il potere di farle “camminare”?
Questo è uno dei motivi principali, secondo me, che ha contribuito all'appiattimento, se non alla scomparsa del dibattito politico a Solopaca.
Una risposta alle domande che ho posto sopra, potrebbe essere, far nascere sezioni di partito, dove si discute di politica, dove gli iscritti eleggono il proprio rappresentante, il quale a sua volta rientrerà nella sezione provinciale e contribuirà a nominare il rappresentante provinciale, quest'ultimo incaricato di nominare il rappresentante regionale, e via discorrendo fino ad arrivare al rappresentante nazionale, allora si che si potrà parlare di politica rappresentativa, e allora si che avrà senso discutere, riflettere, creare idee che finalmente “camminino”.
Il termine più consono per rispecchiare questo periodo storico, secondo me è “l'indifferenza”, voi avete scritto che Solopaca è caduta in un grande letargo, io invece penso che il problema riguardi l'Italia intera.
In tutti questi anni si è assistito ad un tentativo, ed io direi ben riuscito, di abbassare l'attenzione su temi e valori molto importanti per la funzionalità di uno stato democratico, come quello della giustizia.
Abbiamo assistito inermi a leggi ad personam, che hanno permesso il presidente del consiglio di evitare alcuni processi in atto, facendo in modo che “il reato non costituisce più reato”, penso alla legge sul falso in bilancio, non eliminato del tutto, ma depenalizzato fin quanto bastava al premier,
la ex Cirielli che diminuiva i termini di prescrizione, utilizzata nei processi Previti, e anche in quello Parmalt, lo specifico proprio per far comprendere che l'uso personalistico della giustizia, alla fine, comporta conseguenze negative anche su tutti i cittadini, e una per tutte il lodo Alfano che permette alle quattro più alte cariche dello stato di non essere processate, tra cui il presidente del consiglio.
Tutto ciò ha comportato una campagna diffamatoria contro la magistratura, additata come politicizzata, attraverso gli organi d'informazione posseduti in maniera maggioritaria dallo stesso presidente del consiglio, creando nella mente delle persone la convinzione che la politica fosse messa sotto attacco dalla magistratura.
Sono ormai lontani i tempi ( come nel periodo mani pulite) in cui tutti i cittadini si indignavano, adesso non esiste più un processo politico che non venga definito come un processo fatto da una magistratura politicizzata.
La democrazia di un paese si fonda sulla libertà di stampa, e su una magistratura libera e autonoma. Nel primo elemento riscontriamo delle anomalie tutte italiane dove il presidente del consiglio possiede la maggioranza dei mezzi di comunicazione, per quanto riguarda il secondo ci stanno provando piano piano a destabilizzare l'autonomia e la libertà della magistratura.
Negli ultimi anni abbiamo assistito al trasferimento di magistrati, e sto parlando di De Magistris e della Forleo, entrambi indagavano sugli intrecci della politica e il malaffare, ed entrambi scagionati, uno dalla procura di Salerno e l'altra dal TAR, dalle accuse di “magistrati politicizzati”(solo che nessun telegiornale o giornale lo ha riportato).
Con la legge sulle intercettazione daranno un nuovo colpo alla magistratura in modo tale da non permetterle di portare avanti le indagini, ma il colpo finale secondo me lo stanno perfezionando con una legge che dovrebbe approdare in parlamento tra breve, che non permette più ai magistrati di iniziare un'indagine autonomamente, ma solo dietro denuncia di un cittadino o di segnalazione da parte della polizia, e questo non significa non fidarsi della polizia : di fatto i vertici del corpo dipendono dal ministero dell'interno e quindi possibilmente controllabile, a differenza della magistratura che è autonoma.
Tutto questo viene fatto in nome della sicurezza, di certo non nostra, ma di sicuro di una politica corrotta, e “vecchia” che in questo modo impedisce a chi di dovere di poter intervenire sui malaffari.
Bene, per me tutto questo rappresenta il vecchio da cacciare!!!! L' unico mezzo che ancora possediamo è il voto , che permetterà al “nuovo corso” di eliminare definitivamente
il vecchio.
Sicuramente è quella della corruzione, del clientelismo, è quella che sfrutta il malessere e il disagio sociale delle persone per mantenere consolidato il proprio potere , è quella che cerca di manovrare le menti delle persone ignare, quella che non ha rispetto per le istituzioni, sicuramente è quella che fa affari con la malavita organizzata, è quella che non è “democratica”.
Una politica per essere democratica, oltre a non adottare e non rivendicare pratiche contrarie alla legge, deve essere rappresentativa.
Negli ultimi quindici anni si è assistito, giorno dopo giorno, al disfacimento della politica e dei politici italiani, fino ad arrivare in questi ultimi anni ad avere una politica non più rappresentativa, dove i parlamentari non vengono eletti ma nominati, e non dai cittadini, ma dai segretari di partito.
Tutto è iniziato svuotando di significato i partiti politici, con la nascita di nuovi soggetti, che niente avevano a che fare con i veri partiti politici, la politica si è spostata, dall'analisi e progettazione, allo studio di statistiche e sondaggi, dalle sezioni di partito ai circoli, dalle idee e valori agli slogan.
Oggi ci ritroviamo responsabili regionali, provinciali, coordinatori cittadini, che vengono nominati dall'alto, senza nessun legame reale di rappresentanza, senza essere una vera proiezione del volere degli iscritti al partito; come può un coordinatore nominato dall'alto fare gli interessi degli iscritti, se non dipende da questi la sua nomina o Rinomina? Come può rappresentare qualcuno che non ha il potere di sostituirlo? Come si può creare un dibattito, creare delle idee, se poi non hai il potere di farle “camminare”?
Questo è uno dei motivi principali, secondo me, che ha contribuito all'appiattimento, se non alla scomparsa del dibattito politico a Solopaca.
Una risposta alle domande che ho posto sopra, potrebbe essere, far nascere sezioni di partito, dove si discute di politica, dove gli iscritti eleggono il proprio rappresentante, il quale a sua volta rientrerà nella sezione provinciale e contribuirà a nominare il rappresentante provinciale, quest'ultimo incaricato di nominare il rappresentante regionale, e via discorrendo fino ad arrivare al rappresentante nazionale, allora si che si potrà parlare di politica rappresentativa, e allora si che avrà senso discutere, riflettere, creare idee che finalmente “camminino”.
Il termine più consono per rispecchiare questo periodo storico, secondo me è “l'indifferenza”, voi avete scritto che Solopaca è caduta in un grande letargo, io invece penso che il problema riguardi l'Italia intera.
In tutti questi anni si è assistito ad un tentativo, ed io direi ben riuscito, di abbassare l'attenzione su temi e valori molto importanti per la funzionalità di uno stato democratico, come quello della giustizia.
Abbiamo assistito inermi a leggi ad personam, che hanno permesso il presidente del consiglio di evitare alcuni processi in atto, facendo in modo che “il reato non costituisce più reato”, penso alla legge sul falso in bilancio, non eliminato del tutto, ma depenalizzato fin quanto bastava al premier,
la ex Cirielli che diminuiva i termini di prescrizione, utilizzata nei processi Previti, e anche in quello Parmalt, lo specifico proprio per far comprendere che l'uso personalistico della giustizia, alla fine, comporta conseguenze negative anche su tutti i cittadini, e una per tutte il lodo Alfano che permette alle quattro più alte cariche dello stato di non essere processate, tra cui il presidente del consiglio.
Tutto ciò ha comportato una campagna diffamatoria contro la magistratura, additata come politicizzata, attraverso gli organi d'informazione posseduti in maniera maggioritaria dallo stesso presidente del consiglio, creando nella mente delle persone la convinzione che la politica fosse messa sotto attacco dalla magistratura.
Sono ormai lontani i tempi ( come nel periodo mani pulite) in cui tutti i cittadini si indignavano, adesso non esiste più un processo politico che non venga definito come un processo fatto da una magistratura politicizzata.
La democrazia di un paese si fonda sulla libertà di stampa, e su una magistratura libera e autonoma. Nel primo elemento riscontriamo delle anomalie tutte italiane dove il presidente del consiglio possiede la maggioranza dei mezzi di comunicazione, per quanto riguarda il secondo ci stanno provando piano piano a destabilizzare l'autonomia e la libertà della magistratura.
Negli ultimi anni abbiamo assistito al trasferimento di magistrati, e sto parlando di De Magistris e della Forleo, entrambi indagavano sugli intrecci della politica e il malaffare, ed entrambi scagionati, uno dalla procura di Salerno e l'altra dal TAR, dalle accuse di “magistrati politicizzati”(solo che nessun telegiornale o giornale lo ha riportato).
Con la legge sulle intercettazione daranno un nuovo colpo alla magistratura in modo tale da non permetterle di portare avanti le indagini, ma il colpo finale secondo me lo stanno perfezionando con una legge che dovrebbe approdare in parlamento tra breve, che non permette più ai magistrati di iniziare un'indagine autonomamente, ma solo dietro denuncia di un cittadino o di segnalazione da parte della polizia, e questo non significa non fidarsi della polizia : di fatto i vertici del corpo dipendono dal ministero dell'interno e quindi possibilmente controllabile, a differenza della magistratura che è autonoma.
Tutto questo viene fatto in nome della sicurezza, di certo non nostra, ma di sicuro di una politica corrotta, e “vecchia” che in questo modo impedisce a chi di dovere di poter intervenire sui malaffari.
Bene, per me tutto questo rappresenta il vecchio da cacciare!!!! L' unico mezzo che ancora possediamo è il voto , che permetterà al “nuovo corso” di eliminare definitivamente
il vecchio.




