Leggo sui giornali la vicenda Mastella: dovrebbe farmi piacere che il trentennale Regno dell’ ex Ministro si avvii per l’ inesorabile viale del tramonto. Invece, pur essendo una persona ideologicamente contrapposta all’ UDEUR e al sistema-Mastella, non riesco ad essere contento. Ogni giorno assistiamo alla diaspora degli “udeurrini” a destra e sinistra, proprio loro che fino a poco più di un mese fa avevano come unico punto cardinale di riferimento Ceppaloni.
Che alla festa dell’ UDEUR nelle terme di Telese giravano baldanzosi mostrando orgogliosamente la spilla del partito di Mastella. Gli stessi che quando parlavano di Lui dicevano”Clemente qua, Clemente là”, parlandone come se stessero parlando del proprio fratello. Gli stessi che magari ora lo chiamano, con distacco “L’ On. Mastella”, mentre espatriano negli altri partiti, nei quali porteranno i voti che si sono accaparrati grazie al sistema clientelare messo in piedi dall’ UDEUR.
Questa è diventata la “politica” Italiana: non ci sono più le idee, ma solo le poltrone. A tutti questi politicanti piacciono solo le sostanziose indennità, la scorta, l’ auto blu e tutte le varie prebende. Devo dire che da una parte Mastella ha avuto ciò che si è meritato, perché lui ha basato il suo successo politico proprio su questi “valori”. Era pacifico nell’ opinione pubblica che i suoi esponenti gli erano fedeli fino a che lui poteva “accontentarli”. Ed è anche risaputo che solo l’ ingratitudine umana supera la misericordia di Dio. A tutti gli oppositori di Mastella e del sistema-Mastella una cosa vorrei dire: “Diamo obolum Clemente”.
Questa vicenda insegna come sia mutevole la fortuna, e quanto il mutare della fortuna incida nelle cose degli uomini. Un uomo che fino a due mesi fa tutti i politicanti della Provincia si contendevano, facevano a gara per chi avesse assunto una posizione più rilevante nel suo partito, è lo stesso uomo che ora si ritrova a non potere nemmeno candidarsi alle elezioni. Io sono un suo oppositore. Dovrei fare i salti di gioia. Ma non ci riesco. Non riesco ad essere contento. C’ è un modo di dire antico che dice più o meno così: “L’ Acqua cà mantene ù Bastimento è ‘a stessa cù zeffonna” che tradotto vuol dire:”la stessa acqua che fa galleggiare la nave, è quella che la sommerge quando la nave affonda. E forse è questo che mi turba: la consapevolezza che l’ ammiraglio Mastella è affondato con la sua nave, ma l’ acqua, piena di impurità e detriti, l’ “acqua” che sommerge il Sannio è sempre la stessa. Mentre a me, come credo a tutte le persone di pensiero libero, farebbe piacere che oltre alla nave corsara dell’ UDEUR, qui fosse arrivato il tempo di ripulire un po’ le acque. Di cambiare direzione. Ma da come sembra stiano andando le cose…ancora per parecchio tempo in questa provincia avremo il solito minestrone riscaldato.
Dante Tammaro*
*Consigliere comunale Indipendente

