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Dal 2 Dicembre 2006, giorno della grande manifestazione a Roma in cui nacque l'idea del Popolo della Libertà, sono passati più di due anni. La situazione politica è cambiata e la classe dirigente ha preso delle decisioni più o meno condivisibili sul nuovo partito prossimo nascituro. L'ultima, in ordine di tempo, è stata quella di accogliere nel partito l'Udeur di Clemente Mastella. Leggendo l'articolo che il mio amico Dante ha pubblicato prima di me, ho visto nelle sue parole e nel suo pensiero la stessa delusione che ho provato io quando ho saputo dell'entrata dell'ex ministro nel soggetto politico unitario di centro-destra. Però, dopo, pensandoci bene ho analizzato questa situazione da cosa derivasse.

Le mie conclusioni sono alquanto sconvolgenti, almeno per un nostalgico della vera politica come me. Gli elettori di centro-destra stanno pagando il fatto di trovarsi in un partito centralizzato, in cui tutte le decisioni vengono prese dai vertici senza interpellare i vari responsabili locali. In questo modo è pur vero che le decisioni prese vanno incontro al bene comune del partito, ma è pur vero che diverse fette dell'elettorato rimangono deluse. L'entrata dell'Udeur nel Popolo della Libertà è assolutamente positiva se valutata nell'ambito nazionale: l'Udeur fa parte del PPE come il PdL, insieme all'Udeur la regione Campania con tutte le sue province e le sue amministrazioni locali in un futuro prossimo ha buone chances di passare al centro-destra ed infine è stata eliminata una mina vagante quale potea essere l'ex ministro di Ceppaloni. Ovviamente c'è un rovesco della medaglia: chi in Campania ha per anni combattuto il sistema Mastelliano adesso certo non esulterà trovandosi l'Udeur nel suo stesso partito. A dire il vero considerando gli ultimi cambi di casacca in provincia in regione ed al comune di Benevento evidentemente chi fino ad oggi ha rappresentato il PdL non meritava tanta fiducia. Fare oggi delle previsioni sulle prossime tornate elettorali è secondo me sbagliato, dopo tutti questi anni di mal governo di centro-sinistra in PdL avrebbe vinto anche correndo da solo. Inglobando anche l'Udeur non ci è possibile capire se i voti aumenteranno o diminuiranno, poichè i fattori da tenere in considerazione sono molteplici ed una pura sommatoria sarebbe errata: quantità di voti ex Udeur trasferitisi nel PdL, quantità di elettori del PdL delusi e che quindi non rivoteranno quel partito, malcontento verso la pessima gestione del centro-sinistra. Infine, bisognerà giudicare il posto che gli ex Udeur ricopriranno nel PdL. Senza ombra di dubbio un partito che alle nazionali non si è nemmeno presentato non si può permettere di avanzare pretese. Gli Uderrini sono gli ultimi arrivati e da tali si devono comportare. Loro sono abituati a fare i padroni, nel Popolo della Libertà invece saranno degli ospiti, al massimo dei comprimari. La scena principale spetta a chi ha creduto in questo progetto fin da quando è stato concepito, non a chi ci si è buttato dentro sfruttando solo un mero opportunismo politico. In conclusione: la scelta di accettare l'Udeur nel PdL è stata frutto della logica del "partito leggero" sempre rincorsa da Berlusconi, mentre a livello globale potrebbe portare qualche vantaggio, a livello locale mette in difficoltà tutti gli esponenti della prima ora del PdL. Ulteriori valutazioni sono rimandate a dopo il voto ed a dopo il congresso costituente che deciderà le cariche a livello nazionale e locale. In cuor mio spero che chi verrà dopo Berlusconi doni al partito unitario di centro-destra una struttura ramificata realmente in tutto il paese, costituendo un cosidetto "partito pesante" seguendo senza indugi la strada tracciata dalla vecchia Democrrazia Cristiana.

 

Giuseppe Casillo

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