Il debole patto “Regioni – Governo” sembra sia saltato ed il piano casa tarderà quindi a vedere la luce. Questa in sintesi la notizia. Ma, di fronte alle attese ed alle speranze che il piano ideato dal Governo aveva suscitato c’è stato una presa d’atto che, alcune lentezze, derivano proprio dalle regioni e quindi dagli enti locali. Siamo alle solite! Il decisionismo e l’attivismo del Governo, si scontrano con l’inerzia delle regioni, che non consentono risposte rapide per un settore, come quello edile, fortemente in crisi da qualche anno. L’appello dei costruttori: “fateci tornare a fare impresa perché 250 mila persone stanno perdendo il posto di lavoro” rischia di rimanere inascoltato
, perché le regioni non avrebbero avuto garanzie sufficienti dal governo. Siamo in prossimità di elezioni e quindi ognuno si gioca la sua campagna elettorale. Forse è giusto così, anche se la cosa appare incomprensibile all’imprenditore in crisi e soprattutto agli operai rimasti senza lavoro. Il piano casa è diventato uno spot per il governo, ma con esso, è bene ricordarlo, si decide soltanto sulla semplificazione delle procedure. Gli aumenti di cubature e le diverse applicazioni saranno invece stabilite dalle regioni. Si dice che quelle del centrodestra siano “più avanti” nella legislazione. Anche la Toscana (regione in mano al centrosinistra) fa sapere di essere l’unica ad avere già fatto una legge ad hoc. Appare quindi credibile che subito dopo le elezioni il, governo potrà varare il piano casa ed in seguito le regioni si adegueranno. Tutti si chiedono: "ma i cantieri, quando riapriranno?”. Si potrebbero aumentare del 20% le cubature delle case mono o bifamiliari. Il calcolo è quindi abbastanza semplice: se almeno il 30% dei proprietari volesse utilizzare questa possibilità, in poco più di un anno verrebbero messi in circolazione oltre 100 miliardi di euro, che al momento, giacciono inoperosi nelle banche.
La direzione giusta, per innescare sviluppo, è quindi, senza dubbio la semplificazione. Ma allora, i nostri sindaci, gli assessori, i consiglieri, non potrebbero da subito mettere mano ai regolamenti che ormai vecchi di anni, rappresentano un ostacolo per il rilascio di licenze, autorizzazioni e concessioni edilizie. Anche semplici certificazioni o attestati, insieme ai templi biblici per il rilascio di concessioni edilizie, sono cause ostative per lo sviluppo. Si potrebbe agire da subito, senza polemiche ed il tutto sarebbe molto apprezzato dai cittadini e dalle imprese!
Una rapida informazione tra i comuni della nostra provincia, porta a scoprire un'altra amara realtà: la maggioranza non è dotata di piani urbanistici di recente adozione, essi sono vecchi ed inadeguati a recepire le nuove esigenze per un’edilizia di qualità. Ed allora, cari Sindaci, perché non vi date da fare per adeguarli? Intanto restiamo sempre in attesa del piano casa. Un giorno o l’altro dovrà pur essere approvato dal governo!
Benevento 26 maggio 2009
Ing. Pietro Di Lorenzo
imprenditore
La direzione giusta, per innescare sviluppo, è quindi, senza dubbio la semplificazione. Ma allora, i nostri sindaci, gli assessori, i consiglieri, non potrebbero da subito mettere mano ai regolamenti che ormai vecchi di anni, rappresentano un ostacolo per il rilascio di licenze, autorizzazioni e concessioni edilizie. Anche semplici certificazioni o attestati, insieme ai templi biblici per il rilascio di concessioni edilizie, sono cause ostative per lo sviluppo. Si potrebbe agire da subito, senza polemiche ed il tutto sarebbe molto apprezzato dai cittadini e dalle imprese!
Una rapida informazione tra i comuni della nostra provincia, porta a scoprire un'altra amara realtà: la maggioranza non è dotata di piani urbanistici di recente adozione, essi sono vecchi ed inadeguati a recepire le nuove esigenze per un’edilizia di qualità. Ed allora, cari Sindaci, perché non vi date da fare per adeguarli? Intanto restiamo sempre in attesa del piano casa. Un giorno o l’altro dovrà pur essere approvato dal governo!
Benevento 26 maggio 2009
Ing. Pietro Di Lorenzo
imprenditore

