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La sfilata dei carri allegorici della trentunesima Festa dell'Uva di Solopaca si è potuta svolgere regolarmente perché c'è stata una interruzione provvidenziale del maltempo che ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli organizzatori, ai preparatori dei carri, ai commercianti e soprattutto ai forestieri che come al solito a migliaia si sono riversati nel piccolo centro sannita per apprezzare l'abilità creativa dei maestri carraioli, le specialità gastronomiche e soprattutto l'ottimo vino che si vende senza pubblicità, ossia «senza frasca» come si diceva alcuni decenni fa. E una ironia sulla pubblicità è stato il tema conduttore degli undici carri abilmente progettati ed eseguiti da mani esperte che nella fase finale sono stati ricoperti con chicchi di uva bianca e nera. E gli ideatori dei carri, facendo il verso ad alcuni prodotti reclamizzati in Tv da personaggi televisivi, hanno creato immagini sui carri, sostituendo i prodotti con il vino di Solopaca, quasi ad indicarlo come panacea alimentare universale ed insostituibile. I lavori sono stati molto apprezzati dal numeroso pubblico per la loro artistica preparazione e per l'immediatezza e la sinteticità del loro messaggio. La sfilata è partita in ritardo rispetto all'orario previsto per aspettare un assestamento delle condizioni metereologiche che fortunatamente e puntualmente si è registrato. I gonfaloni del comune organizzatore, quelli dei comuni vicini e della provincia e i loro rappresentanti hanno aperto la sfilata guidati dal sindaco di Solopaca Forgione con accanto i qualità di ospiti il presidente della Provincia Cimitile, il presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo, e il presidente del Parco del Taburno, Clemente Di Cerbo. Alla sfilata hanno partecipato sbandieratori, comparse in costumi storici, ballerini di danze popolari e suonatori di strumenti ricavati da attrezzi del mondo agricolo e contadino. Ma i veri attori sono stati i forestieri che hanno visitato le sale del Museo enogastronomico, lo stand del Parco Taburno-Camposauro, hanno degustato e comprato i vini prodotti dalla Cantina Cantina Sociale, da Masseria Vigne Vecchie, da Masseria del Procaccia e hanno affollato gli stands e i ristoranti per rifocillarsi con pietanze caratteristiche della cucina contadina a prezzo turistico fissato dalla Pro loco. I carri di pomeriggio sono stati sistemati in punti strategici del lunghissimo corso principale per consentirne la visione ai visitatori che sono venuti numerosissimi anche di pomeriggio a Solopaca  per ammirare i carri allegorici e per trattenersi nella cittadina fino a tarda notte.
 
(fonte: IlMattino.it)

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