Dal 2005 il 10 Febbraio è la giornata nazionale dedicata alla commemorazione dei morti e dei profughi italiani rimasti uccisi nelle Foibe.
Per circa 50 anni la parola Foiba in Italia significava per la grande magioranza della popolazione "cavità carsica, solitamente di origine naturale (grotte), con ingresso a strapiombo". Gli interessi convergenti dei governi che si sono succeduti negli anni e della sinistra di insabbiare quello che è accaduto in queste "fosse" ha fatto si che una immane strage finisse nel dimenticatoio.
Dall'8 Settembre 1943 i partigiani comunisti di Tito iniziarono ad infoibare tutti gli italiani presenti in Istria, con la "grande" colpa di essere italiani...
Il numero preciso di vittime non è stato mai conosciuto, ne si saprà mai. Oggi gli storici sono concordi nello stabilire che i morti furono "diverse decine di migliaia" e che gli italiani che scapparono dall'Istria furono circa 300000.
Questa immane strage è stata nascosta agli italiani per più di 50 anni. Solo negli ultimi tempi i libri di storia hanno iniziato a mensionare le foibe come teatro di morte. Nel passato i buoni rapporti con la Jugoslavia e con i comunisti erano più importanti della verità, questa è l'unica spiegazione che si può dare.
La scelta del 10 Febbraio come data per ricordare non è casuale, il 10 Febbraio 1947 il trattato di Parigi assegnò l'Istria a Tito, e consegnò gli italiani superstiti nelle mani del macellaio. Se l'8 Settembre fu il giorno della vergogna, il 10 Febbraio fu quello della disfatta...
Oggi, 10 Febbraio 2008, non voglio strumentalizzare gli accaduti di allora. Bensì voglio solo ricordare tutti gli italiani prima morti con la sola colpa di essere italiani, poi successivamente rinnegati e dimenticati dalla madrepatria. I morti non hanno colore politico, gli assassini neanche. Fin quando in Italia avremo partiti con simboli estremisti nei loro loghi non potremo dire di essere un paese pienamente democratico. La falce e martello, macchiata dal sangue di 100 milioni di uomini come documentato dal libro nero del comunismo, è uno di questi simboli.
Per concludere voglio ricordare la frase di una canzone degli amici del vento: "l'assassino è un assassino anche quando chiede scusa, il perdono glielo lascio, ma non è partita chiusa...".
NON SCORDO, ONORE AGLI ITALIANI D'ISTRIA E DALMAZIA

