11 Luglio, poco meno di due mesi alla seconda domenica di Settembre e quindi alla XXXI edizione della festa dell'uva. Come ogni anno tra preparativi e difficoltà ci si prepara ad affrontare l'evento, per quello che mi riguarda, invece, diversamente da ogni anno sono affacciato alla finestra a guardare da esterno una festa che non sento più mia. Ho partecipato alla festa dell'uva da quando mia madre era incinta di me ed incollava l'uva al carro dell'associazione Capitano Leonardi, "u carro i crapiglia" per intenderci.
Nei successivi vent'anni ho sempre partecipato in qualche modo, da quando ero nel passeggino e davo solo fastidio fino a quando ho deciso di fare il carro a casa ed ho dato fastidio lo stesso... Allora voi vi chiederete, come mai quest'anno te ne stai alla finestra???
Premettendo che a Settembre ho due esami del calibro di Privato e Costituzionale, c'è anche da dire che mi è passata la voglia di far tutto... In questi anni abbiamo assistito ad un lento declino della sagra, prima sotto forma di disillusione popolare, poi sotto forma di disorganizzazione totale. Il paese non è più addobbato come un tempo, i carri sono sempre di meno e ci sono sempre più difficoltà nel farli, durante quella settimana Solopaca è sempre più spoglio... Il problema per me è alla base. La sagra dell'uva (allora era sagra e non festa) è nata trentuno anni fa partendo dal basso, dall'entusiasmo popolare, è nata dalla voglia della gente di rendere Solopaca un paese migliore ed invidiato da tutti ed era organizzata dal basso! Con un Ente Festa che si reggeva sulla spontaneità solopachese e non sui soldi. Oggi la festa dell'uva è imposta dall'alto, è organizzata da una pro loco che per giunta non è stata eletta dal popolo ma è stata imposta dai signorotti locali. Come si può pretendere che i solopachesi che partecipino ad una festa che non è più loro? Semplicemente non lo si può pretendere! Siamo arrivati ad un punto di svolta. La festa dell'uva o si organizza in un ottica imprenditoriale, cercando di coinvolgere l'intero sannio e trovando nuove fonti di liquidità, perchè si è capito che senza soldi "nun se cantano messe", oppure si ritorna agli albori. Tornando agli albori, però, la politica dovrà uscire dalla festa dell'uva e dalla pro loco (e dalla Cantina, ma questa è un'altra storia...), i signorotti locali dovranno capire che i voti per le elezioni si conquistano in altro modo e così la gente potrà tornare a far rivivere con il suo entusiasmo la festa di tutta Solopaca!
Io credo che una soluzione valga l'altra, ognuna ha i suoi pro ed i suoi contro, ma sicuramente non si può restare così, in questo immobilismo che fa solo male a Solopaca ed alla Festa, in questa idea del "tira a campà". Cari signori, abbiamo finito "i ce chiavà i pizzuli ncoppa a trippa", o si cambia o si muore, a voi la scelta. Se sceglierete di far morire la festa dovrete scegliere anche le modalità, lenta e agonizzante (come sta avvenendo adesso) oppure veloce ed indolore, come prospettano una parte dei "reazionari".
La pro loco quest'anno ha chiesto aiuto a tutte le associazioni, cosa giustissima. Ora aspettiamo le richieste per vedere questo tipo di aiuto in cosa consisterà e poi vedremo quali associazioni si faranno avanti... La stessa pro loco sta cercando di ricostituire i rioni, ma l'età media aumentata di molto, il minor numero di abitanti e la disillusione della gente non di certo aiuterà la nostra "associazione di promozione sociale". I maestri carraioli sono in difficoltà nel trovare "carristi", questo deriva in gran parte dal fatto che i giovani si sono tirati indietro quasi tutti quest'anno... Il motivo è sempre lo stesso, i vecchi sono disposti a chinare il capo e rispondere "obbedisco", la maggior parte dei giovani no! Noi pensiamo con la nostra testa, pur sapendo che questo a molti dispiace, ma fortunatamente non ci troviamo nell'URSS Staliniana....o forse è peggio???
Quest'anno aspetterò i carri sotto la mia finestra e applaudirò come sempre i miei concittadini che continuano a asservirsi, ma se tra qualche anno la festa morirà io non avrò rimorsi...anzi, potrò dire "Ve lo avevo detto!".
Giuseppe Casillo

