Questa volta i consiglieri dei gruppi consiliari di minoranza tentano il bis per costringere l'Amministrazione comunale a mettere in moto i meccanismi tesi «a far cessare, con effetto immediato da parte dell'attuale gestore del servizio idrico (Consorzio Alto Calore s.p.a), sin dalla prossima bolletta, la richiesta del corrispettivo previsto per il servizio depurazione fino a quando esso non sia effettivamente erogato». Tentano il bis perché già sono riusciti nella battaglia della restituzione dell'IVA, non dovuta e ancora non restituita, ai cittadini che hanno acquistato loculi o suoli per l'edificazione di cappelle cimiteriali.
Con un manifesto affisso nel paese «i consiglieri di minoranza chiedono la restituzione dei canoni pagati negli ultimi 10 anni dagli utenti di Solopaca che non hanno fruito del servizio di depurazione e che si riconosca loro tale diritto, senza che essi debbano dover ricorrere alle vie legali». Tale richiesta si basa sulla sentenza recente della Corte Costituzionale nella quale «si è stabilito che la quota pagata finora da tutti gli utenti del servizio idrico, non configura una tassa ma il corrispettivo di un servizio che, nei casi in cui manchino gli impianti (ed è la condizione in cui si trovano i cittadini di Solopaca), non viene erogato». I consiglieri comunali di minoranza chiedono inoltre all'Amministrazione comunale «di ristornare, con urgenza e senza ricorrere alle vie legali, il canone fognatura e depurazione, indebitamente pagato per tutte le utenze non collegate al servizio di depurazione e pubblica fognatura negli ultimi 10 anni», evitando il ricorso ad una eventuale procedura di restituzione dell'indebito in sede Civile da parte dei cittadini «perché in tal caso tale contenzioso civile sarà necessitatamene sollecitato e patrocinato nei modi e nelle forme più opportune da questa minoranza per la tutela degli interessi di tutti i cittadini di Solopaca».
(fonte: IlMattino.it)

