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Pro Loco Solopaca e Progetto Giovani (le parrocchie di San Martino e di San Mauro), insieme alla Casa Comunale solopachese, organizzano per venerdì 13 e sabato 14 marzo l’importante iniziativa ‘Per amore del mio popolo’: due giornate di studio sulla figura di don Giuseppe Diana per una profonda riflessione sulla logica della legalità’.
“Perché partire – si legge nella locandina promozionale dell’evento – dalla figura di don Giuseppe Diana per riflettere sulla logica della legalità? Perché è urgente – si spiega – lasciar parlare una figura del nostro territorio che può spronarci a mettere in pratica una logica non più in uso nel vivere quotidiano. Perché è urgente ‘parlare’ ai giovani di un ‘modo’ nuovo di vivere la propria storia dove il protagonismo non è ‘l’accontentarsi’ ma ‘il mettersi in gioco’”. Il programma, come detto, partirà venerdì 13 marzo, con l’appuntamento ‘I giovani e la legalità’ che inizierà alle ore 10.00: don Pasquale Incoronato (responsabile pastorale giovanile della diocesi di Napoli) incontra gli studenti presso il salone dell’istituto comprensivo di Solopaca. Alle ore 18.00, nella chiesa del Santissimo Corpo di Cristo si consumerà la celebrazione eucaristica presieduta da don Pasquale Somma (responsabile pastorale giovanile della diocesi di Sorrento-Castellammare). Alle ore 19.00, al palazzetto dei convegni, è in programma il cineforum con la proiezione di ‘Alla luce del sole’ di Roberto Faenza a cui seguirà il dibattito.
Sabato 14 marzo appuntamento fissato per le ore 17.30, quando nella cornice della sala consiliare si svolgerà il convegno sul tema ‘Per amore del mio popolo’. Ad aprire l’incontro saranno i saluti di Pompilio Forgione (sindaco di Solopaca). A seguire gli interventi del senatore Carlo Sarro (componente della Commissione antimafia del Senato della Repubblica); del senatore Lorenzo Diana, di Raffaele Verrillo (primo dirigente divisione anticrimine della Questura di Benevento). Modera l’incontro Boris Mantova (direttore ‘Velino Campania’).
Due giorni, dunque, che mettono al centro la figura e l’opera di don Peppe Diana, sacerdote ucciso a Casal di Principe il 19 marzo 1994, mentre si accingeva a celebrare messa. Questa manifestazione, dunque, giunge alla vigilia dell’importante appuntamento programmato proprio per il 19 marzo a Casal di principe, per ricordare il religioso ammazzato quindici anni addietro.
Don Peppe – come si legge sul sito in cui il comitato a suo nome ne ricorda l’operato ed il messaggio (www.dongiuseppediana.it) – visse negli anni del dominio assoluto della camorra casalese. In questo clima, “per amore del suo popolo”, don Peppe Diana aveva incitato i concittadini a non tacere, a dire basta ed a pretendere un cambiamento... Il barbaro omicidio, dicono gli atti processuali, maturò in momento di crisi della camorra casalese […] La sua morte non è stata solo la scomparsa di una persona vitale, di un capo scout energico, di un insegnante generoso, di un testimone d’impegno civile: uccidere un prete, ucciderlo nella sua Chiesa, ucciderlo mentre si accingeva a celebrare messa, è diventato l’emblema della vita, della fede, del culto violati nella loro sacralità.
Uno dei suoi testamenti spirituali è appunto il documento contro la camorra ‘Per amore del mio popolo’, scritto nel 1991 insieme ai sacerdoti della forania di Casal di Principe; un messaggio di rara intensità e, purtroppo, di grande attualità. Non dimenticare don Giuseppe Diana significa non solo ricordarlo per quello che era, ma soprattutto testimoniare quotidianamente il suo messaggio d’impegno civile, di lotta alla criminalità organizzata, di costruzione di giustizia sociale nelle comunità locali, d’amore per la propria terra.
C’è ancora bisogno di amare la nostra terra ed il nostro popolo. C’è ancora bisogno – si legge ancora sul sito del comitato – di non dimenticare il messaggio, l’impegno e il sacrificio di don Giuseppe Diana.
 

(fonte: ilSannioQuotidiano.it)

 

 


 

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