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Ci sono cose nel nostro paese che non capisco, oppure che capisco bene, ma mi sfugge la “relazione” tra di esse, quel rapporto causa-effetto che dovrebbe contraddistinguerle, farci capire la loro ragion d’ essere. Io non mi sono mai spiegato, per esempio, perché all’ A.G.S. non è mai stato permesso avere una sede in un qualsivoglia edificio comunale, mentre per altre associazioni subito si spalancano le porte; non ho mai capito perché, se è assodato che la minor distanza tra due punti è una retta, si è voluto modificare il tracciato della strada Solopaca-lago di Telese(in origine rettilinea, ora piena di curve).

Parimenti non mi spiego perché si sono smosse le montagne per dare una sede alla Guardia di Finanza nei tempi previsti(intendiamoci: comunque è bene che ci sia) e la piscina comunale e il CAPSDA non si sa se e quando li vedremo.
Non ho mai capito perché “La Meridiana” vince le gare d’ appalto con un ribasso di 10 centesimi di euro dalla base d’ asta, come se sapesse in anticipo di essere l’ unico partecipante alla gara(chiaroveggenza?).
Il Sindaco ha detto: “noi le strade le abbiamo fatte, sono gli agricoltori che devono svegliarsi”. Certo, le hanno fatte: non capisco però perché in una stessa zona del Paese, la collina delle “tore”, via Bosco Caldaje è perfettamente asfaltata(e ci credo: 200 mila euro di mutuo!) e tutte le strade limitrofe sono mulattiere! E si potrebbero fare altri esempi analoghi in altre zone del paese.
Non capisco perché quando nel 2006 è andato in pensione un impiegato comunale gli hanno fatto tante cerimonie mentre uno pensionatosi di recente, dopo 40 anni di servizio, se n’ è andato nel silenzio totale. Lì forse ho capito che a Solopaca non ci sono solo i cittadini di serie A e serie B, ma anche gli impiegati comunali di serie A e serie B.
Non capisco la ratio di allungare un senso unico fino all’ assurdo da una parte, e porre ostacoli al transito e alla sosta delle auto dall’ altra.
Un doppiopesismo che non ha a che fare nulla con la democrazia.
Nel tratto tra la chiesa Madre e il Circolo sociale i pedoni sono sottoposti ad un rischio continuo, perché quei “birilli” annullano lo spazio per camminare.
Piuttosto che far fare qualche multa, è meglio rischiare che qualcuno si faccia male: “le multe sono impopolari, qualche osso rotto si aggiusta” avranno pensato al Comune.
Alla Pro Loco hanno “surrogato” i Consiglieri che si sono dimessi. “come hanno fatto, visto che era una lista unica di giusto 11 nomi?” lo vorrei chiedere a loro, che fanno tanto gli innocenti, in che modo hanno sostituito i consiglieri dimissionari, visto che lo Statuto all’ art. 10 prevede che questi possono essere sostituiti solo dai candidati non eletti(che in questo caso non esistono)?
Ma non lo farò, non ne ho tanta voglia: inoltre, per mia libera scelta non ho rinnovato il tesseramento con l’ Associazione, visto che è diretta emanazione(anche nel modo di gestire) di questa amministrazione comunale, e trovo scorretto che le logiche politiche siano presenti in un istituto che almeno sulla carta avrebbe dei nobili scopi. Preferisco quindi, semplicemente “non capire” come si sia proceduto.
Di molte altre cose inoltre fatico a trovare una spiegazione, ma volendo supporre, cercando di mettere insieme questa specie di mosaico, io ritengo che ci sia alla fine una sorta di “regola” che adotta la nostra “classe dirigente”(bettone) in tutte le sue azioni, un “principio base” che va oltre alla logica clientelare, oltre al tornaconto politico: la mancanza di rispetto per le persone, anzi per la persona umana come tale: o sei con loro o sei contro di loro. Non ci sono mezze misure, non esiste via di mezzo. Come la storia dei due impiegati; come la storia assurda dell’ assistenza agli anziani; come i “contributi” di 250 euro a 20 famiglie 15 giorni prima della campagna elettorale. Comportamenti per me inspiegabili. Il voler essere neutrale, il voler parlare di problemi politico-sociali nel loro merito, sono condizioni non contemplate dal loro “codice etico”: o parli bene di loro(o di “Pumpilio”) e di tutto ciò che fanno, o sei “contro”. Ma sarebbe una realtà troppo brutta, talmente brutale che preferisco non capire, non sapere, o almeno far finta di non capire o non sapere, ignorare. L’ unica condizione nella quale si può riuscire a vivere tranquilli in un ambiente come questo.

Dante Tammaro

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