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PROVINCIALI 2008 Confronto virtuale tra i cinque aspiranti presidenti alla Provincia di Benevento.

Per dare a voi lettori, ad una settimana dal voto, un’idea più chiara (nel caso non l’aveste ancora) del pensiero dei cinque candidati alla presidenza della Provincia di Benevento, abbiamo raccolto alcune delle loro pubbliche dichiarazioni durante questa campagna elettorale (o rilasciate durante i comizi o contenute nei programmi presentati) e le abbiamo suddivise in 6 punti per vedere di cosa si vorranno occupare (se vincono le elezioni), quali temi hanno affrontato, quali promesse hanno fatto, quali argomenti hanno, invece, sorvolato facendo finta di trattarli, su quali questioni hanno fatto proposte specifiche e su quali, infine, hanno speso fiumi di parole senza arrivare però a formulare uno straccio di proposta. Aniello Cimitile (Pd), Mino Izzo (Pdl), Erminia Mazzoni (Udc), Antonio Medici (La Sinistra per il Sannio) e Domenico Longo (Forza Nuova).

Per chi, insomma, non si è ancora informato o si è informato poco sulle idee di questi cinque candidati e vuole saperne di più, ecco servito un vademecum dei discorsi, un quadro generale del tutto, una sorta di confronto virtuale tra i cinque candidati, uno specchio nel quale gli stessi devono rivedersi per forza, visto che le dichiarazioni le hanno fatte loro, sintetizzato in 6 punti: la o le Proposte principali, Giovani e Lavoro, Sviluppo, Ambiente ed Energie alternative, la questione rifiuti e il classico Appello Finale. Ne è venuto fuori uno spaccato chiaro delle intenzioni dei cinque aspiranti presidenti alla Provincia. Non vogliamo anticiparvi niente e vi lasciamo alla lettura delle loro affermazioni. Come si dice in questi casi, ai lettori (ed elettori) l’ardua sentenza.

1) LA PROPOSTA

Cimitile
“Nell’ambito del nuovo Quadro Comunitario di Sostegno delle politiche europee, le regioni del sud (area obiettivo 1) hanno delineato l’ambizioso progetto del Mezzogiorno come Piattaforma Logistica Europea nel Mediterraneo. Si tratta di un progetto di rilevante importanza perché definisce un ruolo strategico ed originale dell’Italia nell’economia globale, proponendola come punto di snodo di ogni rapporto ed ogni scambio dell’Europa e dell’occidente con i paesi emergenti asiatici, con tutta l’Asia, con i paesi africani. Si tratta non solo di dare vita ad una grande area con infrastrutture e servizi di avanguardia per il commercio, gli scambi culturali ed il turismo internazionale, ma anche con altre specifiche funzioni produttive, come quello di essere luogo mondiale di accumulazione e ridistribuzione (anche attraverso completamento di semilavorati ed aggiunta di valore da lavoro specializzato, altamente automatizzato ed immateriale) di flussi di merci provenienti, in modo particolar, ma non solo, dall’Asia. In tale progetto, la Provincia di Benevento può e deve avere un ruolo fondamentale: essere la naturale cerniera di collegamento fra il Mediterraneo e l’Adriatico e quindi fattore determinante dell’integrazione in una unica piattaforma delle regioni meridionali. E’ evidente che il raggiungimento di un tale obiettivo richiede che passi per la nostra provincia il potenziamento e l’ulteriore sviluppo di reti materiali (a cominciare da strade, ferrovie, porti ed aeroporti) ed immateriali (a cominciare da larga banda, servizi satellitari ed altre infrastrutture), ma è altrettanto evidente che sarà necessario finalizzare in questa direzione servizi e produzioni innovative e di avanguardia, alta formazione, ricerca scientifica, innovazione e trasferimento tecnologico permanente (appare evidente come il Sannio, con la sua Università ed i suoi insediamenti sia scientifici che di trasferimento tecnologico è “luogo unico e pertanto irrinunciabile” di collegamento ed integrazione fra gli insediamenti scientifici e tecnologici delle due fasce costiere). Il nostro sistema produttivo presenta delle specificità che tuttavia non lo rendono indifferente ai trend internazionali caratterizzati dal passaggio da una economia della manifattura ad una economia dei servizi in cui produrre beni non è di per se sufficiente ed il valore aggiunto è sempre più dato dal lavoro immateriale in essi incorporato.

Izzo
“La valorizzazione dei prodotti del Sannio è uno dei punti qualificanti del nostro programma di governo della Provincia di Benevento. Promuovere i prodotti delle nostre imprese sui mercati nazionali ed internazionali è compito delle istituzioni locali, anche e soprattutto per veicolare l’immagine della nostra terra, delle sue tradizioni e della capacità dei suoi operatori economici di produrre qualità ed innovazione. Tuttavia riteniamo necessario dotare il Sannio di uno strumento di promozione permanente dei propri prodotti, rappresentato da una struttura espositiva stabile. Tale struttura pensiamo che potrà essere gestita da una Fondazione, con il compito di elaborare ogni anno un calendario delle rassegne e delle esposizioni tematiche o di settore, sia per conto della Provincia e delle altre Istituzioni aderenti, sia per conto di organismi associativi privati rappresentativi di determinate categorie produttive. Ma l’Ente fieristico sannita sarà chiamato anche a realizzare importanti eventi di rilievo nazionale, tra cui stiamo pensando all’organizzazione di Welf-Forum, una rassegna annuale sul lavoro, la previdenza e le politiche sociali realizzata seguendo le orme dell’analoga esperienza del forum P.A. realizzato presso la Fiera di Roma, che contempli l’allestimento di stand espositivi delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti privati, incluse le organizzazioni sindacali, che operano nel campo delle politiche di Welfare, nonché l’organizzazione di convegni, tavole rotonde e momenti formativi sugli specifici argomenti. La struttura espositiva permanente, inoltre, potrà essere utilizzata anche per l’allestimento di spettacoli ed eventi culturali, nonché per ospitare le prove selettive di pubblici concorsi. Il problema-casa è sicuramente una delle emergenze nazionali più avvertite dai cittadini. Dal confronto di questi giorni con i cittadini è emersa la preoccupazione di moltissime famiglie, la cui condizione economica di disagio, dovuta alla stagnazione dell’economia e al crollo del potere d’acquisto delle retribuzioni anche per effetto delle scellerate politiche fiscali del centro-sinistra, considerato che la possibilità di continuare a corrispondere l’affitto mensile, si riduce progressivamente a beneficio delle esigenze primarie di sopravvivenza. Credo che, qualora i sanniti mi accorderanno la fiducia necessaria, sarà mio dovere di parlamentare e di Presidente della Provincia di produrre uno sforzo adeguato in termini di elaborazione di precise strategie di contrasto del problema. Pur non avendo la Provincia competenze specifiche in materia di edilizia popolare, essa si farà carico di avviare un confronto “a tutto campo” con gli enti locali e con la Regione per arrivare a definire un Piano provinciale per lo sviluppo dell’edilizia popolare, con il quale dare respiro al bisogno pressante dei cittadini, e degli extracomunitari che vivono e lavorano regolarmente nel Sannio, di soddisfare il proprio diritto alla casa, anche mediante l’erogazione di “bonus” per l’acquisto dell’abitazione destinato alle giovani coppie e agli anziani. Da parlamentare mi propongo di elaborare e presentare in tempi brevi un progetto legislativo per l’introduzione del “leasing sociale”, un istituto giuridico nuovo che consenta ai soggetti assegnatari di alloggi di edilizia popolare di acquisire, al termine di un congruo periodo temporale, la proprietà dell’immobile, attualizzando i canoni di locazione nel frattempo corrisposti e prevedendo la possibilità di sospenderne il pagamento, in presenza di comprovate difficoltà economiche dovute a fattori esterni di disagio sociale e familiare”.

Mazzoni
“La soluzione (del problema dei trasporti ndr) è una riorganizzazione complessiva del sistema regionale intermodale che restituisca a Benevento il ruolo di disnodo delle comunicazioni, previsto per la prima ed ultima volta nel piano territoriale regionale proposto dal presidente Rastrelli, piano alla cui stesura ebbi modo di collaborare”.

Medici
“L’allarme-denuncia lanciato da don Nicola De Blasio, sul drammatico estendersi della fascia di povertà anche nella provincia di Benevento, è una vera lancia infuocata nel cuore della campagna elettorale. E’ una lancia che dovrebbe pungere le coscienze di chi vuole effettivamente misurarsi con l’amministrazione attiva di un territorio e che dovrebbe scuotere sia chi è abituato a pensare in grande ma perde di vista i bisogni essenziali delle persone che coloro che sono abituati a pensare alle politiche liberiste come unica ricetta di sviluppo.
La prima innovazione in cui deve impegnarsi la nuova amministrazione provinciale è, quindi, l’innovazione del metodo e dei contenuti della politica. I contributi a pioggia, gli osservatori, i palazzi del volontariato a poco servono, infatti, se non vengono inseriti in una articolata programmazione di interventi sociali finalizzati al contrasto delle condizioni di fragilità sociale ed al progresso della comunità. Serie politiche di integrazione del reddito, azioni di contrasto al disagio abitativo ed all’esclusione sociale necessitano di investimenti di risorse per la costruzione di servizi concreti e fruibili dai cittadini.
Per questo penso, ad esempio, ad un “reddito di cittadinanza” che, attraverso tirocini formativi, realizzi percorsi efficaci di inserimento lavorativo che consentano la fuoriuscita stabile dalle condizioni di povertà. Una proposta, quest’ultima, che può realisticamente essere messa in campo anche in tempi brevi, coinvolgendo cooperative sociali e imprese”.

Longo
“Siamo ormai giunti ad una settimana dal voto e non ho sentito ancora un solo candidato parlare di un serio sviluppo dell'Università del Sannio. Per Cimitile tale ateneo ha già raggiunto il punto massimo sotto la sua guida. Vorrei ricordare che gli studenti hanno serie difficoltà che si evidenziano nel quotidiano della loro vita universitaria. L'aspetto logistico ed infrastrutturale è importantissimo, per esempio è difficile trovare un posto auto presso le strutture. Queste ultime si presentano fatiscenti.
E' necessario puntare su un vero e proprio riassetto infrastrutturale, cercando di concentrare gli sforzi per dare vita ad una cittadella universitaria all'avanguardia. Oggi il frazionamento sul territorio dell'ateneo sannita e dei suoi uffici crea solo grandi difficoltà agli studenti”. “Vorrei ricordare a tutti i cittadini del Sannio che se in futuro, a lavori completati, vorranno percorrere tale arteria stradale (Benevento-Telese-Caianello ndr), saranno costretti a pagare il pedaggio. Vorrei chiedere ai miei colleghi candidati presidenti, che a differenza mia hanno avuto o hanno tuttora il piacere di sedere nella stanze del potere locale e nazionale, che fine fanno i soldi dei contribuenti, visto che anche le strade non rientrano più nella prerogativa di garanzia di chi ci amministra? Hanno tutti osannato per il raddoppio della Benevento-Telese-Caianello, ma nessuno ha informato i cittadini che per raggiungere le località lungo tale strada dovranno cominciare a pagare!”

2) GIOVANI E LAVORO

Cimitile
“Le risposte nei primi cento giorni riguarderanno il lavoro, che è la base materiale della nostra vita. Per quanto riguarda i giovani, non si tratta di dare vita ad una politica settoriale, è molto di più. Pensiamo ad innovare il sistema produttivo, immettendo nelle aziende i giovani che escono dalle nostre università, con le competenze e le qualità giuste. L’obiettivo numero uno per risolvere il problema dell’occupazione non può che essere quello di aumentare la ricchezza prodotta, raddoppiandone la portata nel giro di dieci anni. Solo in questo modo si potrà creare buon lavoro e coesione sociale, consentendoci di immettere i giovani all’interno dei nostri sistemi produttivi.
Dobbiamo evitare che i nostri talenti abbandonino il Sannio per trasferirsi altrove, consolidando il nostro sistema formativo e rendendolo ancora più eccellente. Propongo un patto per una grande crescita occupazionale tra le istituzioni, il mondo universitario e le imprese. A queste ultime chiederemo anche di investire in nuove tecnologie, puntare all’innovazione dei servizi, accrescere in quantità e qualità il capitale umano, inserire i nostri giovani laureati, internazionalizzarsi, evolvere verso forme societarie più evolute ed aprirsi a forme di raggruppamento, integrazione verticale ed orizzontale, crescita dimensionale.
Ma, alle nostre imprese dobbiamo garantire lo sviluppo di infrastrutture materiali ed immateriali, la crescita del capitale umano e della capacità di lavoro immateriale, politiche industriali di accompagnamento e sostegno, ricerca scientifica di eccellenza nei settori strategici per lo sviluppo, strutture moderne ed efficaci di trasferimento scientifico e tecnologico e di promozione e sostegno all’innovazione”.

Izzo
“Rivitalizzazione del mercato del lavoro con particolare attenzione al settore tessile (Sant'Agata-Airola-San Marco dei Cavoti) e dolciario, sostegno all’imprenditoria locale, investimento su capitale umano con particolare riguardo al mondo giovanile, soprattutto femminile, ed alle sue dinamiche. Rilancio della formazione professionale, con particolare riferimento alla sicurezza dei luoghi di lavoro. Realizzazione di progetti per la realizzazione e l’erogazione di tirocini formativi e ”bonus” formativi, in collaborazione con l’università del Sannio ed in coerenza con la legislazione nazionale e regionale”.

Mazzoni
Non abbiamo trovato una dichiarazione della Mazzoni su tale tematica.

Medici
Le dichiarazioni su tale tematica sono contenute nell’Appello finale.

Longo
Non abbiamo trovato una dichiarazione di Longo su tale tematica.

3) SVILUPPO

Cimitile
“Avverto in questi anni la consapevolezza dell’argomento e la necessità che coinvolgere tutto il territorio sannita in una sfida che contribuirà allo sviluppo futuro. La Provincia di Benevento scenderà in campo coordinandosi con la Regione Campania e con Telecom, per garantire studenti, imprese a tutti i livelli, singoli cittadini.
Nel Sannio siamo ambiziosi, abbiamo una bella Università che ci consentirà di essere all’avanguardia nei progetti. Sappiamo di dover lavorare molto anche in direzione della incentivazione sul territorio per promuovere servizi specialistici. Si deve puntare su queste tecnologie per ammodernare il Sannio, il tutto nell’ottica di accrescere la produzione di ricchezza nel nostro territorio, nella convinzione che la banda larga non è un investimento fine a sé stesso, ma un’applicazione all’economia tradizionale.
Siamo ormai pienamente entrati nella società della conoscenza e dell’informazione e non vogliamo né possiamo accettare che si ripeta per la nostra provincia quello che è successo nella società industriale del secolo scorso con le nostre zone condannate all’emarginazione e ad uno sviluppo da livello di sopravvivenza. Noi dobbiamo lasciarci alle spalle questo passato e proiettarci in modo stabile ed irreversibile verso un Sannio moderno che sia capace di offrire alla sua gente, a chi in queste terre vive, lavora e studia una qualità della vita elevata fatta di crescita economica, di buon lavoro, di coesione sociale, di eccellenza ambientale e di sicurezza ambientale e sociale. Ma un Sannio così non ce lo regalerà nessuno, non sarà calato dall’alto né arriverà in modo spontaneo, soprattutto in tempi di economia globale dove anche i territori sono in competizione fra loro; dobbiamo invece volerlo e progettarlo noi, perché tocca innanzitutto a noi costruire insieme il futuro. Per fare questo dobbiamo avere il coraggio di non accontentarci e di mettere in campo progetti ed obiettivi ambiziosi, di inseguire primati ed eccellenze nello sviluppo e di mobilitare intorno ad essi tutte le nostre forze, i nostri giovani, i nostri lavoratori, i nostri imprenditori, i nostri professionisti, i nostri ricercatori. Occorre un grande e straordinario Patto Provinciale, sorretto anche da una forte e positiva tensione competitiva con altre aree territoriali. Un patto fondato su una visione di lungo periodo (quale missione per il nostro territorio e come si vuole crescere) e che fornisca una leader-ship strategica collettiva e condivisa. Un patto che unisca istituzioni locali, forze politiche, mondo imprenditoriale, mondo del lavoro, istituzioni della formazione, dell’alta formazione e della ricerca scientifica, tutte le autonomie istituzionali in una visione ed in un progetto di sviluppo stabile e di durata decennale, in cui tutti agiscano in modo strutturale e non secondo convenienze contingenti (spesso degeneranti in piccoli interessi individuali, di parte e senza respiro, né di lunga durata né collettivi). E’ certamente vero che il nostro settore primario (agricoltura) presenta il maggior numero di imprese (quasi la metà) e che contribuisce alla produzione della ricchezza provinciale in misura quasi doppia rispetto alla media italiana ed a quella campana; ma è altrettanto vero che, come in tutta Italia, il numero delle imprese ed il numero degli occupati diminuisce (poco più del 10% del totale) e soprattutto che il contributo dato al nostro prodotto interno lordo (solo il 5.2%) è di gran lungo inferiore a quello degli altri settori. Il settore industriale presenta caratteristiche al di sotto della media nazionale per numero di imprese, per contributo al prodotto interno lordo (quasi il 10% a cui si aggiunge più del 7% delle costruzioni) e per percentuale di occupati (circa il 24%); ma è in sintonia con i trend nazionali ed europei che vedono una riduzione relativa della rilevanza del contributo economico di questo settore. Il settore dominante nella nostra provincia è decisamente quello dei servizi, che continua ad essere in crescita sia per numero di imprese, che per numero di addetti e contributo al prodotto interno lordo; quasi il 65% dei nostri occupati lavora nel settore dei servizi e da questo settore proviene più dei tre quarti della ricchezza prodotta (PIL). Questo quadro del nostro sistema produttivo ci porta ad evidenti indirizzi di sviluppo. Per ciò che riguarda il settore primario il problema è quello di intensificare il processo per uscire totalmente da produzioni generiche e puntare su produzioni qualificate e specializzate capaci di trovare valore aggiunto nella originalità e diversità biologica e nella sicurezza alimentare (salute e benessere del consumatore); a ciò bisogna aggiungere la concreta sperimentazione di cicli corti di produzione e consumo, anche intrecciandoli con la valorizzazione ed il rilancio di produzioni artigianali ed attività del terziario (ad esempio, turismo ecosostenibile, storico-culturale e religioso). Per ciò che riguarda il settore industriale, l’obiettivo deve essere quello di accrescere i propri livelli produttivi ed occupazionali portando il proprio contributo al prodotto interno lordo nelle media almeno campana.
Ciò richiede un generale potenziamento dell’esistente (dall’alimentare al tessile) ma anche l’incentivazione per nuovi investimenti e attrazione di imprese e capitali esterni soprattutto in settori hitech; in tale quadro va portato in porto l’avviato progetto di Metadistretto regionale sulle ICT (una rete territorialmente distribuita di imprese e centri di ricerca) che vede nell’insediamento di S. Giorgio del Sannio il centro regionale di riferimento. Ma naturalmente una particolare e straordinaria attenzione deve essere dedicata all’intero settore dei servizi, perché è ad esso che è legato il destino dell’economia provinciale e la possibilità stessa di promuovere e sviluppare buon lavoro su grande scala. Non dobbiamo nasconderci che proprio questo settore è massicciamente investito da cambiamenti profondi e permanentemente rivoluzionato dall’innovazione in generale e da quella tecnologica in particolare e che, quindi, qui più che altrove fenomeni di obsolescenza o di inerzia e rilassamento in servizi a basso valore aggiunto può essere letale. Noi dobbiamo candidare i nostri territori ad essere la Provincia dell’Eccellenza nel terziario avanzato, nei servizi innovativi al cittadino, ai nostri comuni ed alle nostre comunità montane e rurali, alle nostre imprese, alla piattaforma logistica nel Mediterraneo”.

Izzo
“Promozione del turismo residenziale con azioni di tutela e recupero dei centri storici, valorizzazione delle risorse turistiche e potenziamento dell’offerta di ospitalità. Rilancio dell’artigianato di qualita’ e delle iniziative fieristico-espositive. promozione delle aziende e dei prodotti del Sannio sui mercati internazionali. valorizzazione delle risorse idriche della provincia per l’agricoltura e per i servizi ai cittadini ed alle imprese oltre che per fini idroelettrici. rivisitazione delle concessioni di captazione e derivazioni delle acque del fiume calore al fine di rivitalizzare l'apparato fluviale mediante realizzazione di invasi e/o rilascio in alveo del minimo deflusso vitale. recupero e risanamento degli altri corpi idrici superficiali. promozione e valorizzazione della cultura e della ricerca scientifica, in collaborazione sinergica con l’Università del Sannio con sostegno allo sviluppo dell'offerta formativa. valorizzazione del sistema museale e bibliotecario e del patrimonio archeologico. Rilancio delle infrastrutture strategiche con completamento del raddoppio della Benevento-Telese-Caianello. accelerazione dell'iter realizzativo del raccordo autostradale Benevento-Caserta; realizzazione del prolungamento della strada "Fortorina" da San Marco dei Cavoti a San Bartolomeo e dalla ss. 18 per pervenire finalmente al collegamento tirreno-adriatico. manutenzione e potenziamento della viabilita' provinciale. di nuove opere di collegamento stradale (raccordo Benevento-Avellino, raddoppio Benevento-Caianello, collegamento veloce Benevento-Foggia)”.

Mazzoni
“Alla politica si collega spesso il concetto negativo del ‘tempo perduto’ perché i numerosissimi enti dotati di potere decisionali che intervengono nella gestione della pubblica amministrazione rallentano gli iter burocratici e non agevolano l’imprenditoria. A ciò si aggiunge un problema di procedimento legislativo allorquando la stratificazione delle norme rende incomprensibile il dettato normativo al cittadino utente. Investire oggi sulle infrastrutture agevolando l’imprenditoria è fattore primario; farlo con una corretta e lungimirante gestione dei fondi e attraverso una metodologia partecipata di programmazione e di concertazione è la vera sfida della classe politica”. “Intese e rapporti di collaborazione costituiscono elementi importanti per una corretta gestione amministrativa. Negli ultimi anni i cittadini hanno assistito non a una strategia programmatica, ma a una logica distributiva degli interventi i cui effetti negativi sono ancora visibili, dalla gestione dei fondi destinati alle politiche dello sport allo stato di abbandono e di degrado di parte dell’impiantistica e del patrimonio infrastrutturale.
Gli indici di distribuzione settoriale delle imprese nella provincia di Benevento dimostrano che la politica degli ultimi anni ha ignorato le vocazioni del territorio. Un patrimonio come quello di Pietrelcina avrebbe potuto e dovuto essere volano di uno sviluppo diverso dell’impresa alberghiera che, invece, si ferma al 3,3% di produttività e dei trasporti che si fermano all’1,9%.
L’investimento nazionale, previsto nel 2004, grazie all’iniziativa della deputazione sannita, in Finanziaria non ha trovato una sponda adeguata nell’intervento provinciale.
L’Udc insiste sulla programmazione perché gli investimenti possono produrre un effetto moltiplicatore solo se strategicamente collegati ad una idea di sviluppo che parta dalle risorse locali, valorizzandole. I dati in contro tendenza in Campania rispetto alla crescita occupazionale registrata in Italia non mi sorprendono. Da sempre denuncio l’ipocrisia dei trionfanti annunci dei rappresentanti regionali. La conferma dell’inefficienza gestionale della Regione Campania non può, però, trovare soluzione nella evocazione di un Cardinale Borromeo come fa l’assessore Cascetta. La ricetta è una diversa classe dirigente, un radicale superamento della logica distributiva degli investimenti, un rilancio dell’etica della politica. L’Unione di Centro nel suo impegno programmatico pone il Mezzogiorno e la Campania tra i primi punti, rifuggendo la logica della promessa ancora utilizzata da PD e PDL. Il nostro partito si propone, infatti, di raggiungere l’obiettivo della ripresa economica puntando sul metodo: 1) al centro la persona e la valorizzazione del lavoro; 2) la programmazione attraverso la definizione di intese interistituzionali che partano dal territorio; 3) sussidiarietà nell’esercizio delle funzioni amministrative e federalismo federale”.

Medici
“Dopo 10 anni di Amministrazione di centrosinistra alla Provincia e grazie ad una consociativa opposizione di centrodestra, neppure il Piano Provinciale per la Mobilità è stato approvato e pertanto molti Comuni rimangono assolutamente privi di trasporti pubblici per collegarsi con la città capoluogo nelle ore pomeridiane e serali.
Senza la istituzione delle nuove linee e la revisione degli orari, la Provincia non ha ottenuto l’aumento degli stanziamenti regionali che rimangono praticamente gli stessi da molti anni, e cioè un sesto di quelli destinati alla provincia di Avellino anche se l’Irpinia non ha certamente esigenze di trasporto pari a sei volte quelle del Sannio. Per l’inerzia della maggioranza e dell’opposizione della Provincia ai pendolari sanniti non è concessa la possibilità di utilizzare gli sconti previsti dal Biglietto Unico Campania.
La Provincia non ha neppure espletato la gara, più volte annunciata, per la scelta del Gestore Unico, cioè la Società che dovrebbe organizzare e garantire tutti i servizi di trasporto nella provincia in concessione, cioè finanziati dalla Regione Campania. Pertanto, attualmente il Servizio viene svolto da diverse società private alcune delle quali non rispettano il contratto di lavoro ed utilizzano per l’attività turistica i pulman pagati dalla Regione e destinati al trasporto giornaliero dei pendolari.
La Provincia non ha definito nemmeno con il Comune di Benevento una soluzione adeguata per Il Terminal Bus che rimane in condizioni pietose, con inevitabili disagi crescenti per i pendolari e per i lavoratori delle autolinee. L’unica novità è riscontrabile in questi giorni di campagna elettorale. Infatti, la carrozzeria di gran parte dei pulman è occupata dai manifesti per la propaganda a favore di Mino Izzo, candidato alla carica di presidente della Provincia per la destra ed ex assessore regionale ai trasporti. Siccome si tratta di servizio di trasporto in concessione, quindi pubblico, a chi vanno gli incassi per tale pubblicità ? La propaganda elettorale è consentita sui pulmann acquistati dalla Regione Campania e affidati alle singole ditte?”

Longo
Le dichiarazioni su tale tematica sono contenute nell’Appello finale.

4) AMBIENTE ED ENERGIE ALTERNATIVE

Cimitile
“La dimensione e la distribuzione dei comuni sanniti (77 comuni su 78 hanno meno di 20.000 abitanti e ben 49 di essi ne hanno meno di 3000) ci dice chiaramente che essi possono reggere la sfida di innovarsi e di indurre innovazione solo integrandosi in un sistema di coordinamenti, piani ed iniziative comuni ed anche partecipando insieme progetti sovra-terrritoriali; ciò non significa rinunciare all’enorme valore delle specificità e diversità dei singoli comuni, ma significa essere insieme in una unica rete per fare sistema, essere in grado di associarsi per raggiungere la massa critica necessaria ad affrontare concrete sfide di cambiamento. Si tratta non solo di partecipare pienamente alle attività di pianificazione in modo da condividerne in modo convinto gestione ed esecuzione (piani territoriali di coordinamento, piani energetici ed ambientali, piani dei rifiuti, piani dei trasporti, etc…), di dare ruolo e missione sempre più concreta ed efficace ad entità sovraterritorili esistenti (ad esempio comunità montane); ma si tratta anche di coordinarsi per sconfiggere, ad esempio, il digital divide infrastrutturale, formativo e soprattutto applicativo (da un lato, garantire accesso remoto a servizi amministrativi vecchi e nuovi, servizi di e-government, servizi di sicurezza sociale ed ambientale, servizi sanitari, servizi di e-commerce, accesso a servizi di imprese pubbliche e private; dall’altro garantire piattaforme abilitanti che consentano ai propri cittadini, a istituzioni e gruppi sociali, alle proprie imprese di offrire in rete i propri servizi ed i propri prodotti). E’ in questo quadro che andranno promosse ma anche monitorate e sottoposte alle verifiche ex-post le forme associative di promozione e sostegno (ad esempio i Centri di Servizio Territoriali, le Alleanze Locali per l’Innovazione, agenzie provinciali, etc.)”.

Izzo
“Valorizzazione del patrimonio paesaggistico, naturalistico, ambientale, ecologico del territorio provinciale con particolare riguardo al parco geopaleontologico di Pietraroja da trasformare in area museale naturalistica. difesa dell’ambiente con recupero dei territori degradati e inquinati. Revisione del piano energetico ambientale partendo dalla pianificazione e regolamentazione degli attuali e di eventuali nuovi campi eolici. valorizzazione delle fonti energetiche alternative richiedenti più semplici interventi di mitigazione ambientali, a cominciare dal solare-fotovoltaico, dal solare-termico, dall'energia idroelettrica, dall'energia geotermica, quest'ultima favorevolmente indiziata nel territorio sannita da mappature nazionali”.

Mazzoni
Non abbiamo trovato una dichiarazione della Mazzoni su tale tematica.

Medici
Le dichiarazioni su tale tematica sono contenute nell’Appello finale.

Longo
Le dichiarazioni su tale tematica sono contenute nell’Appello finale.

5) LA QUESTIONE RIFIUTI

Cimitile
Non abbiamo trovato una dichiarazione di Cimitile su tale tematica.

Izzo
“I rifiuti? Solo in televisione, ha detto Bassolino, il quale probabilmente vive in un’altra città, in un’altra regione o, forse, resta chiuso da mesi in qualche stanza di Palazzo Santa Lucia. Allora avrei voluto chiedere a Bassolino ed ai suoi amici del centrosinistra del Sannio: le discariche realizzate in provincia di Benevento chi le ha fatte e riempite? La megadiscarica di S. Arcangelo Trimonte è fantasia delle popolazioni locali o una realtà? Per fortuna che a livello regionale c’e’ il nostro consigliere Luca Colasanto e gli amici del centrodestra che si stanno opponendo ad una politica del territorio scellerata. Parlano di tutela ambientale e costruiscono pali eolici depauperando il paesaggio; parlano di rifiuti e dimenticano chi non ha saputo gestire il problema creando un’immagine negativa della Campania, dei prodotti e delle piccole e medie imprese che vi operano.
Bassolino e i suoi insieme al compagno Cimitile fanno finta di dimenticare che a governare la Regione Campania e la Provincia di Benevento è stato il centrosinistra.
Avendo capito che a livello nazionale e locale il centro destra vincerà le elezioni cercano di insabbiare e di evitare il problema delle discariche con finanziamenti regionali per altri mega progetti immaginando di far dimenticare la puzza dei rifiuti che incomberà sull’intero Sannio di qui a poche settimane.
A riguardo significativa è stata la riflessione del sindaco di Benevento Fausto Pepe il quale alla presenza del Governatore della Campania non ha esitato a dire che << Bassolino non è stato l’unico responsabile dell’emergenza rifiuti ma la colpa è stata, forse, un po’ anche di tutti i cinquecento e passa sindaci della regione>>”.

Mazzoni
“Far partire una richiesta nei confronti del presidente Bassolino, attualmente commissario per la bonifica dei siti delle discariche, affinchè provveda senza indugio a mettere in sicurezza l'area di Tre Ponti e la definizione concordata con tutti i rappresentanti istituzionali del territorio di una proposta relativa alla Provincia di Benevento per la gestione dell'attuale emergenza e per avviare concretamente l'attività della gestione ordinaria dei rifiuti, al fine di evitare decisioni calate dall'alto. Condivido lo spirito della protesta e mi associo alle giustificate preoccupazioni dei cittadini. E’ necessario fermare questo scempio! Il sito di Sant’Arcangelo Trimonte, in base al decreto legislativo dell’11 maggio 2007, era stato individuato come provvisorio, ma, allo stato dei fatti, i territori interessati continuano e continueranno a subire le gravissime ripercussioni di un questione, come quella dello smaltimento dei rifiuti, che ha visto le nostre realtà ingiustamente sacrificate. Considerata la drammaticità degli eventi i danni all’assetto idrogeologico, le pesanti ripercussioni sulla salute dei cittadini e il perpetuarsi di una emergenza che da 14 anni dilania la nostra Campania, è opportuno attendere l’insediamento della nuova giunta esecutiva provinciale, che si dovrà occupare in maniera programmatica di individuare una soluzione. L’Amministrazione, chiamata al rinnovo i prossimi 13 e 14 aprile, dovrà, dunque, provvedere alla identificazione di territori che siano realmente capaci di rispondere alla gestione dei rifiuti, senza procedere dissennatamente verso ipotesi di intervento incuranti delle esigenze reali e delle caratteristiche ambientali dei singoli territori, non solo per il sito di Sant’Arcangelo ma, anche, come le vicende degli ultimi giorni dimostrano, per il comune di Savignano”.

Medici
“La politica messa in atto nell’ultimo decennio dalla Provincia per lo smaltimento dei rifiuti è stata disastrosa. Già nel 1998, su pressione del Comitato contro l’inceneritore, il Consiglio provinciale aveva optato per il Piano provinciale per il trattamento dei rifiuti, che puntava su una efficace raccolta della frazione umida-organica da “compostare” ed utilizzare per i ripristini ambientali, e sulla raccolta la frazione secca da riciclare. Invece, le amministrazioni presiedute da Nardone si sono concentrate sulla ricerca di soluzioni pericolose (inceneritori, termovalorizzatori, dissociatori molecolari, ossidoriduttori, gassificatori, pellettizzatori di ecoballe, ecc), che sono state finora scongiurate solo grazie alla mobilitazione dei cittadini, soprattutto quelli di Morcone e dell’Alto Tammaro, di Montesarchio e della Valle Caudina, di San Salvatore Telesino e della valle Telesina, di Castelpoto e della valle Vitulanese”.

Longo
Non abbiamo trovato una dichiarazione di Longo su tale tematica.

6) APPELLO FINALE

Cimitile
“Non abbiamo dato vita alla coalizione per un accordo elettorale. Il nostro è l’unico blocco politico che può candidarsi ad avere un progetto ambizioso per la Provincia di Benevento. Una coalizione collaudata e vincente che va avanti con progetti e idee e che lavora per lo sviluppo del Sannio.
Vinceremo al primo turno. A dircelo è proprio il centrodestra, che con toni ombrosi, nella forma e nel merito si affida solo allo scontro armato. Questo è sicuramente un segno di debolezza. Disegnano toni catastrofici, per dire che chi ha grandi ambizioni non sarà in grado di realizzarle. Guai a trasformare una concezione del genere nel modo di amministrare una Provincia. Noi puntiamo ad un governo forte che sia in grado di mettere in campo progetti di alto profilo, come una grande crescita economica ed un nuovo sviluppo, con più ricchezza, più lavoro, più qualità. Ma non è tutto. Noi non vogliamo uno sviluppo qualsiasi, vogliamo la sostenibilità, perché è solo dalla valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e monumentale che può essere prodotta una parte importante della ricchezza del nostro territorio”.

Izzo
“Il Sannio ha radici antiche che si perdono negli albori della storia dell’Europa ed è terra di genti operose e pacifiche, di persone semplici dedite al lavoro ed alla famiglia. Il Sannio è meritevole di riscoprire la sua dignità perduta e di ritrovare la forza e l’entusiasmo delle sue genti, che la storia ricorda per le prestigiose, ancorché inattese, vittorie riportate.
E’ del Sannio, perciò, della sua storia, dei suoi valori cristiani che tanti Santi hanno donato al mondo, delle sue tradizioni, del suo paesaggio, delle sue risorse naturali, del suo territorio e relative criticità, dei suoi valori e beni culturali, storici, archeologici e naturalistici, della sua crescita umana, sociale ed economica che noi vogliamo occuparci, candidandoci al Governo della Provincia di Benevento nella consiliatura 2008-2013. Ed è al Sannio ed ai nostri concittadini che intendiamo sottoporre il nostro programma di governo, per un’azione politica decisa, operosa e coerente al servizio della nostra terra e dei suoi cittadini”.

Mazzoni
“Oggi la mia candidatura è l’unica nata nel rispetto dei cittadini, ai quali puntualmente viene scaricato addosso un candidato presidente nelle ultime ore. Non ho ambizioni personali, ho solo la ferma convinzione di voler contribuire a costruire per il Sannio una squadra seria ed un programma di governo realistico, che recuperi gli eventuali errori commessi nel passato con la voglia di investire su di essi per realizzare quel futuro che la provincia merita”.

Medici
“La Sinistra per il Sannio è una lista promossa da esponenti della sinistra diffusa e dei movimenti che non hanno assolutamente accettato i metodi e la linea politica imposta da alcuni dirigenti dei partiti che compongono la Sinistra Arcobaleno.
I segretari dei Comunisti Italiani, dei Verdi e di Rifondazione Comunista, infatti, pur di entrare nella coalizione di centro sinistra data per vincente, non hanno voluto effettuare a livello locale quella scelta di parte che è la ragion stessa d’essere della Sinistra Arcobaleno, lasciandosi trascinare nelle secche delle trattative di potere.
Incredibile e contraddittoria, in particolare, la posizione di Rifondazione Comunista che, dopo aver proclamato, per bocca della segreteria provinciale e regionale e di esponenti parlamentari, la propria “incompatibilità culturale, morale e politica con l’ Udeur” nonché la necessità di “tagliare completamente i ponti con Mastella” senza “ridargli quell'ossigeno e quell'agibilità politica che gli permetterà ancora una volta di riprendersi”, sceglie di allearsi proprio con l’Udeur per le elezioni provinciali, ritenendo, evidentemente, che il sistema clientelare del partito di Mastella, in fondo, faccia comodo. Noi riteniamo, invece, che una forza di sinistra debba battersi in questa competizione elettorale per offrire l’opportunità di una scelta a chi, come noi, ritiene che questo territorio necessiti di una forte discontinuità rispetto all’esperienza amministrativa di Nardone, sui temi dello sviluppo locale, del trattamento dei rifiuti, delle scelte energetiche, e delle politiche per il lavoro e per la vivibilità. Questo territorio, infatti, ha bisogno di scelte concrete e rapide per il lavoro dei nostri giovani, per la tutela dell’ambiente, per la valorizzazione delle risorse rurali e delle campagne, per realizzare piani di formazione professionale qualificati e finalizzati a perseguire l’interesse dei formati e non dei formatori, per rivitalizzare i servizi pubblici per l’impiego.
Bisogna altresì contrapporsi senza infingimenti e senza reticenze alla corruzione, al malaffare ed alla criminalità che, come dimostra il crescente spazio occupato dalla "nera" sui media locali dalla cronaca, è in una preoccupante fase espansiva anche nella nostra provincia. Queste sfide programmatiche impongono una scelta netta, forte e caratterizzante, che rilancino in questa fase la sinistra quale forza capace di rappresentare le istanze di avanzamento sociale ed economico di un territorio e di una comunità. E’ chiaro, invece, che in una coalizione pesantemente condizionata da forze politiche che si impongono per il loro pervicace e pervasivo ricorso a logiche clientelari, la sinistra perde questa capacità di rappresentanza e diventa mero simbolo elettorale, appendice di un gioco di potere. La Sinistra per il Sannio è la sinistra che ha il coraggio di scegliere, di stare dalla parte dei contenuti, della coerenza, del rinnovamento, e che è vicina ai bisogni ed alle aspirazioni della gente”.

Longo
“Le proposte, portata dai miei colleghi sono state assurde: hanno giocato a chi la dicesse più grossa. C’è mancato poco che qualcuno promettesse di portare il mare, per dire di impegnarsi a far si che la Coppa America si tenesse nel Sannio. Intanto, dopo dieci anni di amministrazione Nardone, siamo dinanzi ad un impoverimento delle strutture sportive. La mia idea è quella di creare un complesso sportivo all’avanguardia all’interno del Parco del Taburno-Camposauro, sensibilizzando la Regione Campania, sfruttando la struttura, già esistente, ma ormai abbandonata, dell’Hotel Taburno o del Maneggio-Campeggio sito in località Cappelle a Vitulano. Su tale prospettiva creare nelle piane di Cepino e Camposauro un complesso sportivo fatto di campi in erbetta e palestre attrezzate. Questo servirebbe ad inserire il Parco del Taburno-Camposauro e l’intera provincia di Benevento, nell’ampio raggio del circuito del turismo sportivo promuovendo al contempo le nostre bellezze paesaggistiche ed i prodotti enogastronomici, ma ancor più si renderà il Parco del Taburno-Camposauro unico nel suo genere”.

(fonte: SannioWeek.it)

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