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La cerimonia di consegna in prefettura nel corso di una riunione sui patrimoni confiscati 

Costruiranno un parco a Dugenta e impianti per i rifiuti a Melizzano e Solopaca

I beni confiscati a carico di Salvatore Esposito e che sono in tre centri del Sannio ieri mattina sono stati consegnati ai sindaci in modo che potranno utilizzarli. Si tratta di beni confiscati dal Tribunale di Napoli con provvedimenti divenuti definitivi già nel marzo 1994, ai danni di Salvatore Esposito un imprenditore di Castellammare di Stabia legato prima al clan D'Alessandro e successivamente a quello dei Fabbrocino. Secondo l’accusa grazie all'appoggio ed ai capitali messi a sua disposizione dai clan malavitosi era riuscito a gestire in questi centri un'importante iniziativa industriale oltre che ad acquisire la titolarità di società aventi sede legale in provincia di Benevento e dedite alla trasformazione di inerti.

La consegna provvisoria anticipa così il trasferimento definitivo degli immobili al patrimonio indisponibile dei comuni rendendo possibile accedere ai finanziamenti pubblici per la realizzazione delle già programmate utilizzazioni, un parco urbano a Dugenta ed una stazione di trasferenza dei rifiuti ingombranti a Solopaca e Melizzano. Ieri mattina si è proceduto presso il Palazzo del Governo alla presenza del prefetto De Miro, del responsabile dei beni confiscati Bigliardo e dell'ispettore Demaniale Alocca alla consegna provvisoria ai sindaci di Dugenta, Renzi, Melizzano, Bozzi, e di Solopaca, Forgione Presente anche il dirigente regionale, Tedesco, il quale ha assicurato al prefetto l'impegno della Regione Campania a sostenere i Comuni nella effettiva realizzazione dei progetti di recupero a fini sociali dei beni confiscati alla mafia, vuoi con accesso ai fondi del parco progetti regionale vuoi attraverso la collaborazione alla stesura dei piani di gestione dei beni. È assolutamente importante, ha affermato il prefetto, Antonella De Miro che la Regione sostenga queste iniziative affinché la riconversione in attività di utilità sociale dei patrimoni illecitamente costituiti possa essere testimonianza concreta dell'affermazione della supremazia dello Stato sulla criminalità mafiosa e nel contempo rappresentare strumento di affermazione della legalità e di promozione di un territorio.

(fonte: IlMattino.it)  

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