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Ultimamente c'è una parola che a Solopaca è diventata "di moda": associazione. Tutte le associazioni sembrano essere diventata di colpo importanti per la vita socio-culturale del paese. Io l'ho sempre pensata così, cioè che la vita di un paese come Solopaca non può non prescindere dal proliferare delle associazioni presenti sul suo territorio. Intendo tutti i tipi di associazione, da quelle di volontariato a quelle politiche a quelle culturali a quelle ricreative. Eppure io ho vissuto un esperienza "diversa" rispetto al panorama attuale in cui tutti sembrano avere il diritto di "contare qualcosa".

Il 12 Ottobre 2004 per molti di voi non significa niente, per me è il coronamento di un percorso iniziato mesi prima e che prevedeva come scopo finale la nascita di un'associazione ricreativa e culturale rivolta prevalentemente al pubblico giovanile Solopachese. Prima di quella sera avevamo fatto molteplici riunioni, spesso all'oratorio con l'aiuto di Don Franco che allora era il parroco di Solopaca, ed avevamo deciso di fondare un'associazione per avere un punto di riferimento nelle attività a cui noi tutti già partecipavamo. C'è da premettere che eravamo un gruppo di amici sempre pronti a partecipare a tutto, dai carri per la sagra dell'uva alle feste di piazza a Solopaca, fino alle commedie teatrali... Le nostre riunioni erano spesso luogo di urla e di litigi, ma anche di risate e di colossali mangiate e bevute, di vino ovviamente! Quella sera del 12 Ottobre 2004 Dante Tammaro lesse a tutti la bozza di statuto che aveva preparato con cura dopo le riunioni precedenti, quella bozza fu approvata all'unanimità. Quando lo stesso Dante annunciò la nascita dell'AGS tra l'euforia generale si finì a tarallucci e vino..."quanno mai no!". Da allora sono passati quasi quattro anni: l'associazione ormai non esiste più, litigi tra i membri prima ed esigenze dovute agli impegni dei consociati dopo hanno fatto naufragare ogni forma di collaborazione.

In ogni caso quello che è stato fatto negli ultimi quattro anni nessuno di noi lo rimpiangerà mai, nè tantomeno qualcuno potrà negarlo. Due carri ed un pannello per altrettante sagre dell'uva, due commedie teatrali scritte ed interpretate da noi (tra cui la ormai leggendaria "A puteca 'e Beniamino"), feste organizzate a Solopaca tra le quali spiccano due primo maggio, tre feste di capodanno, due feste di carnevale, due feste di Halloween ed una festa in montagna... Ripenso a questi eventi con tanta nostalgia ed anche con un pizzico di malinconia, ma assolutamente senza rancore, nonostante le divergenze e le incomprensioni fossero sempre dietro l'angolo.

Quello che invece ricordo con più rabbia è invece il trattamento che ci è stato riservato dalle "alte sfere" della politica solopachese. Si sà, i giovani soprattutto quando sono uniti e numerosi fanno paura. Noi presentammo la domanda d'iscrizione, con relativo statuto della nostra associazione controfirmato dai 43 soci iniziali, al comune di Solopaca già nell'Ottobre del 2004. La nostra richiesta era una e semplice, considerando il fatto che ci eravamo già impegnati singolarmente per il paese e che ora avevamo intenzione di farlo insieme, chiedevamo una sede. Già in quel periodo l'edificio di via Bellaura era abbandonato, lo stesso vale per la parte della villa comunale non di proprietà della Provincia. Noi chiedevamo almeno un locale in uno di questi due palazzi, non abbiamo mai avuto risposta. Oggi per sistemare il palazzo di via Bellaura occorrerebbero migliaia di euro dato lo stato di degrado, forse quattro anni fa lo avremmo potuto sistemare anche noi senza sprechi di denaro... Non ci vollero concedere la sede, il motivo faccio finta di non saperlo, oggi dopo quattro anni iniziano ad assegnare alle associazioni le stanze nel palazzo di via Bellaura. Probabilmente noi giovani facevamo paura, o probabilmente eravamo tutti o quasi "poltiicamente non affini", fatto sta che ci siamo arrangiati con i nostri mezzi. Nessuno lavorava ed autotassarci era impossibile, quindi a volte con l'aiuto di Don Franco ed a volte con l'aiuto delle famiglie facevamo la spola tra l'oratorio e le nostre case per riunioni ed esigenze varie.

Oggi la situazione è diversa anche nel mondo giovanile, non esiste un'associazione giovanile vera e propria con le finalità dell'AGS, nè vedo all'orizzonte la possibilità che ne nasca una simile. In fondo sappiamo tutti che se anche questo accadesse la nuova associazione verrebbe stroncata sul nascere proprio come tentarono di fare con noi...Augurandomi che qualcosa cambi, voglio concludere con una frase che da un pò di tempo mi è entrata nel cuore, dedicata a tutti quei 43 temerari che firmarono quello statuto quella sera del 12 Ottobre 2004, "ANCHE SE TUTTI, NOI NO!".

Giuseppe Casillo

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