Creative Commons License
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

“Fare associazionismo non è mai semplice, in un paese come Solopaca lo è ancor di meno”. La cosa più importante è quella di comprendere i fondamenti dell’associazione di cui si fa parte, capire le finalità, e fare tutto il possibile per non dimenticare mai gli obbiettivi che ci si è prefissati, facendo il possibile per raggiungerli. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un lento e progressivo declino della Festa dell’Uva, la più antica festa del Sannio, il vanto di Solopaca.

La speranza che tutti noi covavamo nel cuore era che le elezioni di Domenica 4 Maggio costituissero un punto di svolta, la speranza era che per una volta il vecchio ed il nuovo si incontrassero a metà strada, la speranza era che la democrazia dietro la quale tutti ci nascondiamo almeno per questa volta trionfasse. Lunedì 5 Maggio tutte queste nostre speranze finivano cestinate.

In barba allo statuto, in barba alla morale ed in barba al buon senso le elezioni della Pro Loco hanno costituito il punto d’arrivo più basso mai toccato, o almeno il punto di arrivo più basso al quale noi abbiamo assistito. Con arroganza mascherata da buonismo si è proceduti alle elezioni aggirando lo statuto, presentandosi con una lista già fatta ed eletta, non consentendo nuove candidature o regolari elezioni. Mascherando la prova di forza come un atto di “semplificazione” si è provveduto alla violazione dello statuto in primo luogo dei seguenti articoli:

 

10.1 Il Consiglio Direttivo è formato da un numero dispari, stabilito dall’Assemblea prima delle votazioni, di membri eletti a votazione segreta dall’Assemblea stessa; essi durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.

 

6.2 Tutti i soci in regola con i versamenti della quota sociale, purché maggiorenni, hanno diritto:

(…)

b) di essere eletti alle cariche direttive della Pro Loco;

 

In nessun articolo dello statuto si menziona la possibilità di presentare delle liste già pronte, guarda caso in queste elezioni una lista con 11 nomi dopo aver proposto all’assemblea di eleggere 11 consiglieri. Tutti i soci sono da statuto elettori ed eleggibili. Presentare una lista asserendo che non ci sono altri associati disposti a candidarsi è illegale. Bisogna dare prima la possibilità di votare, dopodiché nel caso in cui venga eletto qualcuno non disposto a ricoprire l’incarico si dichiara il posto vacante e, sempre secondo statuto, si elegge il primo dei non eletti:

 

10.3 In caso di vacanza, per qualsiasi motivo, di membri effettivi, si procede alla loro surroga con i soci primi non eletti sino ad massimo della metà dei consiglieri stabiliti.

Dopo aver assistito a questo trionfo dell’illegalità sembra quasi “normale” osservare persone che ricoprono incarichi politici e amministrativi votare all’assemblea della Pro Loco.

16.4 Tutte le cariche della Pro Loco sono gratuite e sono incompatibili con cariche politiche e amministrative.

Qui non si tratta di legalità, ma di buon costume. In questo caso era buon costume che chi era impegnato in incarichi politici abbandonasse l’assemblea al momento delle votazioni. Purtroppo, dove non viene rispettata la legge figuriamoci se viene rispettata la morale…

Dopo aver assistito a tutto questo è davvero irrilevante segnalare che con questo nuovo pastrocchio sono stati tagliati fuori dalla parte che conta i Maestri Carraioli. Maestri Carraioli che sono l’anima della festa, sono coloro senza i quali sarebbe impossibile fare la sfilata della seconda domenica di Settembre. Ancora una volta non sono stati considerati in grado di gestire la loro festa. Qui siamo ben lungi dal dichiarare che i Maestri Carraioli dovrebbero organizzare la Festa dell’Uva, ma poiché sono la componente più importante sarebbe anche giusto includerli nell’organizzazione. Per chiarirci le idee, i Maestri Carraioli non sono i servi di nessuno, ne della Pro Loco, ne dell’Amministrazione Comunale, ne degli sponsor, fanno i carri solo per passione e per amore di Solopaca.

Tempo fa il presidente dei Maestri Carraioli durante una riunione usò una metafora, “la Festa dell’Uva è come una sedia, si regge su quattro piedi: Pro Loco, Maestri Carraioli, Comune di Solopaca e Cantina Sociale”. Bene, sono d’accordo. Il problema è che uno di questi piedi è ormai troppo marcio e fragile, la Pro Loco. I Maestri Carraioli vengono considerati più come dei servi che come delle persone con cui collaborare, si sfrutta il fatto che per i Maestri Carraioli la cosa importante è la Festa. Per chi fa il carro non contano i soldi, ma conta la passione. L’amore per il paese è ben maggiore degli interessi economici. Su questo gioca la Pro Loco. Ma si sà, giocando con il fuoco prima o poi ci si scotta…

Quest’anno è stata bruciata l’ultima possibilità. Insieme ai Maestri Carraioli sono stati messi fuori dalla Pro Loco anche tutti i giovani che negli ultimi anni hanno lavorato per lo sviluppo di questa Festa e non solo. Noi non ci sentiamo più rappresentati. Noi ci sentiamo disgustati ed offesi. Abbiamo capito che il compito dei Maestri Carraioli, e di qualsiasi altra associazione che partecipa alla Festa dell’Uva, non è solo quello di obbedire ciecamente e rispondere signorsì, ma è quello di partecipare attivamente allo sviluppo del paese. Abbiamo esposto più volte ed in diversi modi il dissenso nei confronti del “sistema Festa dell’Uva” e più volte abbiamo fatto presente a chi di dovere che c’erano delle lacune da colmare. Queste elezioni alla Pro Loco, che è indubbiamente l’ente che gestisce la Festa dell’Uva, sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A noi non interessa un tornaconto economico, non ci compreranno dandoci 300 euro in più per fare i carri. Chi si è assunto l’onore e l’onere di gestire l’organizzazione deve capire che non tutti sono disposti a vendere voti e dignità, deve capire che non tutti vedono la partecipazione alla vita sociale e culturale come un’occasione per fare soldi, deve capire che c’è ancora gente che mette la passione e l’amore per il proprio paese prima di tutti e tutto.

Non è certo nostra intenzione abbandonare la vita sociale e culturale nel nostro paese, a Solopaca, ma sicuramente è nostra intenzione continuare su strade parallele con chi oggi strumentalizza la Festa dell’Uva. Non vogliamo avere a che fare con chi ci reputa in qualche modo non degni o incapaci di gestire il lavoro che noi stessi facciamo, con chi sa solo gridare ed insultare, con chi punta agli interessi personali e non a quelli della comunità, con chi evidentemente ci vuole solo sfruttare.

Per buona educazione vogliamo fare gli auguri al nuovo consiglio direttivo della Pro Loco ed a tutti gli organizzatori della Festa dell’Uva, con la speranza che la Festa torni ai suoi fasti. Ma contemporaneamente, vogliamo rendere nota la nostra solidarietà al cavaliere Giardino, che dopo 12 anni di impegno profuso in Pro Loco è stato messo da parte in modo a dir poco disgustoso, e vogliamo rendere noto che per quello che ci riguarda la collaborazione con la Pro Loco è giunta al termine.

Cordiali saluti.

 

Tutti i giovani che non si riconoscono nelle vostre nefandezze.

Per poter commentare un articolo bisogna essere registrati al sito.